17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Antinfiammatori pericolosi

Un comune antidolorifico rappresenta un serio rischio per la salute del cuore

Uno degli antidolorifici più usati può rappresentare una minaccia per la salute cardiovascolare: è il diclofenac, un FANS che non dovrebbe essere assunto con leggerezza; anzi

Farmaci e pericolo di morte
Farmaci e pericolo di morte Shutterstock

Uno dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) più utilizzati, il diclofenac, può nascondere una seria minaccia per la salute di cuore e arterie. Lo afferma un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) in cui si evidenzia come questo genere di farmaci dovrebbe essere venduto soltanto mettendo in chiara evidenzia tutti i pericoli cui si va incontro quando lo si assume.

I FANS
I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ampiamente usati per alleviare il dolore, la febbre, ridurre gli stati infiammatori. Si stima che siano utilizzati ogni giorno da milioni di persone. Tuttavia, proprio questo genere di farmaci causa molti effetti collaterali, anche seri. Non a caso, la Società Europea di Cardiologia (ESC) ha eseguito un’estesa revisione della ricerca esistente che ha concluso che «i FANS (non aspirina) non dovrebbero essere prescritti a soggetti ad alto rischio di malattie cardiache, né dovrebbero essere venduti senza prescrizione complicazioni».

Il rischio diclofenac
Il nuovo studio, condotto dal dottor Morten Schmidt e colleghi dell’Ospedale universitario di Aarhus in Danimarca, si è concentrato in particolare sul FANS diclofenac. Gli scienziati hanno deciso di indagare sui rischi cardiovascolari legati all’assunzione di questo antidolorifico comune, ritenuto uno dei FANS più utilizzato al mondo.

Lo studio
Per questo studio, i ricercatori hanno perso in esame 252 studi nazionali che coinvolgevano oltre 6,3 milioni di persone per un periodo di 20 anni tra il 1996 e il 2016. In media, i partecipanti avevano tra i 46 ei 56 anni. Durante il periodo di follow-up, i ricercatori hanno esaminato i rischi cardiovascolari derivanti dall’assunzione di diclofenac e li hanno confrontati con i rischi da assunzione di paracetamolo, ibuprofene o naprossene.

Rischio cardiovascolare maggiore del 50%
I risultati dello studio hanno rivelato che entro 30 giorni dall’assunzione di diclofenac, il tasso di problemi cardiovascolari maggiori come aritmia cardiaca, ictus ischemico, insufficienza cardiaca e infarto era molto più alto rispetto all’assunzione di altri FANS – questo anche dopo aver considerato fattori potenzialmente confondenti. In particolare, il rischio di tali eventi avversi cardiovascolari è stato del 50% più alto tra coloro che hanno iniziato ad assumere il diclofenac, rispetto a quelli che non l’hanno assunto. Rispetto invece all’assunzione di paracetamolo o ibuprofene, il diclofenac ha aumentato il rischio cardiovascolare del 20%. Oltre a ciò, «iniziare ad assumere del Diclofenac [...] ha aumentato il rischio di sanguinamento [...] superiore del tratto gastrointestinale di circa 4,5 volte rispetto all’inizio [e] 2,5 volte rispetto all’inizio del trattamento con ibuprofene o paracetamolo», scrivono i ricercatori. Anche la minaccia per la salute cardiovascolare è aumentata con il rischio al basale. In sostanza, più alto era il rischio di problemi cardiaci quando i pazienti hanno iniziato a prendere il farmaco, maggiore è il rischio di sviluppare effettivamente problemi cardiaci nel corso del trattamento.

Un serio rischio
«Il Diclofenac – sottolineano gli autori dello studio – rappresenta un rischio per la salute cardiovascolare rispetto al non uso, all’uso di paracetamolo e all’uso di altri farmaci antinfiammatori non steroidei tradizionali». Tuttavia, «il trattamento del dolore e dell’infiammazione con i FANS può essere utile per alcuni pazienti per migliorare la qualità della vita nonostante i potenziali effetti collaterali. Considerando i suoi rischi cardiovascolari e gastrointestinali, tuttavia, c’è poca giustificazione per iniziare il trattamento con diclofenac prima di altri FANS tradizionali», concludono i ricercatori.