19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

195mila morti l’anno per l’assunzione sbagliata di farmaci

Ogni anno in Europa ci sono quasi 195.000 decessi a causa di farmaci assunti erroneamente. Ecco cosa accade e cosa fare
Farmaci
Farmaci (Besure | shutterstock.com)

ROMA – E’ inquietante il Rapporto appena pubblicato da CittadinanzAttiva - Tribunale per i diritti del malato, l’organizzazione no-profit in ambito sanitario, sul tema dell’aderenza sanitaria alle cure. Secondo il rapporto, infatti, ci sono circa 195mila morti l’anno in Europa a causa di un’assunzione errata di farmaci. Uno dei maggiori problemi è che quasi un farmaco su due non viene assunto in maniera corretta (dal 30% al 70%, secondo i dati dell’OMS), attenendosi a quella che è la prescrizione medica. E i motivi della strage sono molti.

Cosa accade
Secondo quanto emerso dall’indagine, dietro all’epidemia di morti da farmaci ci sarebbero diversi motivi: tra questi terapie scambiate (specie in presenza di più malattie contemporaneamente), terapie interrotte prima del dovuto o saltate del tutto e farmaci non assunti regolarmente. A volete, dietro alla non aderenza alle cure vi sono anche ragioni economiche.

Il Rapporto
A produrre il Rapporto sul tema hanno anche partecipato 13 Regioni italiane e 264 professionisti sanitari. L’intenzione era altresì quella di proporre raccomandazioni e idee per migliorare l’aderenza terapeutica. Il Rapporto mette in particolare luce che la non aderenza alle cure causa 194.500 morti l’anno – così come emerso dal rapporto Pgeu 2012, ripreso nel documento di CittadinanzaAttiva e presente nel Piano nazionale delle cronicità del Ministero della Salute. Questa situazione comporta un costo per i ricoveri pari a 125 miliardi di euro.

I più a rischio
Secondo CittadinanzaAttiva, la non aderenza e le morti conseguenti non sono soltanto colpa del paziente, che sbaglierebbe ad assumere i farmaci, ma vi sono anche altri fattori che incidono su questa situazione. Per esempio, spiega l’organizzazione, la compresenza di più di una malattia, soprattutto nelle persone anziane. Sono questi i pazienti ad avere un rischio doppio, rispetto ai giovani, di sviluppare le malattie cosiddette iatrogene – patologie che insorgono in conseguenza dei trattamenti che si stanno seguendo e per gli effetti collaterali di queste. Basti pensare che circa 1,4 milioni di persone di età avanzata assumono più di 10 e fino anche a 20 farmaci al giorno.

Altri fattori
Tra i diversi fattori di non aderenza alle terapie vi sono anche una scarsa motivazione del paziente nell’intraprendere la cura o, se già iniziata, la frustrazione nel non ottenere esiti positivi o benefici dalle cure. Gioca un ruolo importante anche la scarsa informazione e la conseguente non comprensione sulla terapia – a riprova di quanto sia fondamentale l’importanza della comunicazione medico/paziente sia nell’ascoltare il malato che nella spiegazione inerente i trattamenti che questi sta seguendo o dovrebbe seguire. Vi è poi la tardata somministrazione delle terapie dovute alla sottovalutazione dei sintomi iniziali, che sono responsabili di circa il 75% dei casi di mancata aderenza terapeutica, si legge ancora nel Rapporto. Infine, anche le difficoltà economiche e sociali hanno il loro peso, incidendo per quasi la metà dei casi di non aderenza alle terapie.

Cosa fare
CittadinanzaAttiva propone nel suo Rapporto di potenziare la formazione del personale sanitario, così come di quello che si prende cura dei malati (parenti e caregiver), in modo che possano gestire loro l’aderenza terapeutica laddove il paziente non sia in grado di farlo. Poi è importante informare il paziente sulla patologia o le patologie di cui soffre in modo che abbia chiaro in mente quali possono essere i rischi nel non seguire le cure. Infine, anche le indicazioni terapeutiche devono essere chiare e comprensibili da tutti, in modo che il paziente sappia esattamente cosa, quando e quanto assumere – evitando sigle che possano mandare in confusione.