11 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Miopia, aumenta sempre di più con lo studio

Secondo uno studio condotto dagli scienziati dell'Università di Cardiff, le ore passate sui libri di scuola causano gravi problemi visivi
Più studi più rischi di dievntare miope
Più studi più rischi di dievntare miope (Evgeny Atamanenko | Shutterstock)

I problemi di vista, specie tra i giovani, sembrano essere in costante aumento. E il pericolo principale è rappresentato dall’eccesso di studio sui libri di scuola. Le ore trascorse davanti a un testo scolastico, infatti, aumentano sempre di più - e in maniera direttamente proporzionale anche la miopia. E la differenza tra chi studia tanto e poco si vede moltissimo. Tant’è vero che chi ha lasciato la scuola a 16 anni ha una visione ottimale, mentre chi si laurea – con molta probabilità – ha bisogno degli occhiali per poter guidare bene.

Sei più intelligente con gli occhiali?
A trovare la relazione tra l’eccesso di studio e la miopia sono stati alcuni ricercatori delle università di Bristol e Cardiff, i quali ritengono che i problemi di vista sono associati alle persone più intelligenti semplicemente perché è frequente essere miopi se si sta troppo tempo davanti a un libro. «Piuttosto che credere allo stereotipo degli studenti occhialuti più studiosi o intelligenti, sono le ore passate a lavorare sui libri o a distanza ravvicinata nel periodo in cui gli occhi si stanno sviluppando che influisce sulla vista», spiegano i ricercatori.

Sempre più miopi?
Le stime dicono che entro il 2050, ben cinque miliardi di persone al mondo soffriranno di miopia, di cui il 10% con gravissimi difetti visivi. Il numero è molto alto se si pensa che oggi solo 1,4 miliardi di persone soffrono di tali disturbi. Ma in alcuni paesi i dati sono già allarmanti. Stiamo parlando delle nazioni ad alto reddito come la Cina, Singapore e la Corea del sud, luoghi in cui lo studio è ancor più intenso persino a livello prescolare. Qui il 90% degli studenti, a 18 anni, è già miope.

Troppa educazione sui libri
«Il nostro studio fornisce una forte evidenza del fatto che il tempo trascorso nell'educazione è un fattore di rischio causale per la miopia. I responsabili dovrebbero essere consapevoli che le pratiche educative utilizzate per insegnare ai bambini e per promuovere la salute personale ed economica possono avere la conseguenza non intenzionale di causare crescenti livelli di miopia e successivamente disabilità visiva», ha dichiarato il professor Jez Guggenheim della School of Optometry and Vision Sciences dell'Università di Cardiff.

Lo studio
Durante lo studio, il team coordinato da Guggenheim, ha preso in esame 68.000 volontari di entrambi i sessi che hanno aderito al programma della UK Biobank. A tutti sono stati rilevati i marcatori genetici associati alla miopia, il loro livello di studio e le informazioni acquisiate circa la prevenzione della vista. I risultati sono stati poi valutati attraverso un processo statistico di epidemiologia genetica denominato randomizzazione mendeliana.

La genetica non c’entra
In seguito ai dati ottenuti dallo studio, gli scienziati hanno scoperto che le persone geneticamente predisposte alla miopia non avevano più probabilità di studiare più delle altre. Tuttavia, le persone non predisposte geneticamente ma che avevano l’abitudine di studiare di più, assistevano a un maggior rischio di incappare nella miopia. Tutto ciò dimostra – come nel caso della stragrande maggioranza delle malattie – che la genetica influisce molto meno rispetto all’ambiente circostante.

Perdita delle diottrie
I ricercatori hanno evidenziato come gli studenti perdono, ogni anno, mediamente 0,27 diottrie. Per fare un esempio potremmo dire che quando si perde una sola diottria si farebbe fatica a leggere la targa di un’auto e vanificare, così, i test di guida (nel Regno Unito). Altri studi avevano messo in evidenza come la mancanza di luce naturale e la riduzione di tempo trascorso all’aria aperta è un ulteriore fattore di rischio per la vista. Tant’è vero che per ovviare al problema in Asia stanno trovando soluzioni per sfruttare la luce naturale nelle aule. Ad ogni modo tutto ciò non sembra risolvere il problema perché stare all’aperto permette sempre di ottenere risultati migliori. «La migliore raccomandazione, basata sulle prove disponibili di più alta qualità al momento, è che i bambini trascorrano più tempo all'esterno», concludono gli scienziati. I risultati dello studio coordinato da Guggenheim sono stati pubblicati sul British Medical Journal.

Fonti scientifiche

[1] Education and myopia: assessing the direction of causality by mendelian randomization BMJ 2018; 361 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.k2022  (Published 06 June 2018) BMJ 2018;361:k2022