24 settembre 2020
Aggiornato 23:30
I rischi delle apnee notturne

Apnee notturne: causano 12mila incidenti d’auto all’anno

Le apnee notturne aumentano il rischio di morte per malattie cardiovascolari e per incidenti stradali

Soffrire di apnea mette a repentaglio la salute di un individuo. Spesso, però, neppure ci si accorge del problema, specie se si vive in casa da soli. Eppure, sono ben dodici i milioni di italiani a rischio apnee. Ma recenti stime dicono che oltre l’80% di loro non ne è consapevole. Se la condizione non viene trattata tempestivamente, tuttavia, potrebbe dar luogo a incidenti di vario tipo, in particolare mentre si è alla guida. Le statistiche parlano di almeno 12.300 incidenti stradali e 250 morti.

Stanchezza e sonnolenza
Se durante il giorno accusate un’anomala stanchezza e sonnolenza non derivante da altre cause accertate, c’è un enorme probabilità che soffriate di apnee notturne. Un disturbo serio che non va sottovalutato, anzi. Un buon trattamento medico potrebbe aiutarci a salvare la nostra vita e quella di tante altre persone.

Dormi meglio, guida sveglio
Dormi meglio, guida sveglio è la nuova campagna promossa dall'Automobile Club d'Italia (ACI) e della Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro (Fisar). L’obiettivo è quello di sensibilizzare tutte le persone sui rischi per la sicurezza stradale causati dalla Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS).  «Ogni anno muoiono per distrazione più di 500 persone sulle nostre strade: l'uso scorretto dello smartphone è il primo fattore di rischio, ma non vanno sottovalutati i disturbi che compromettono il riposo e pregiudicano l'attenzione alla guida», ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI.

Un enorme fattore di rischio per le malattie cardiovascolari
Le apnee ostruttive del sonno sono «uno dei maggiori fattori di rischio per malattie cardio e cerebrovascolari, che quadruplica la probabilità di ictus e raddoppia quella di ipertensione, diabete e aritmie», spiega Claudio Sanguinetti, presidente Fisar.

Un check-up del sonno
Al fine di ridurre al minimo gli incidenti stradali, è stato avviato un progetto che mira a una sorta di check-up del sonno in occasione del rinnovo (o del rilascio) della patente. In questo caso i cittadini avranno il compito di compilare un questionario per valutare il rischio di OSAS ed, eventualmente, prenotare un esame diagnostico. Questo permetterà di ottenere la patente in tempi più brevi ed avere a disposizione cure appropriate che potrebbero anche salvarci la vita.

Cos’è l’apnea ostruttiva del sonno
In realtà sarebbe più corretto parlare della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno o Obstruction Sleep Apnea Syndrome perché la sintomatologia può variare da individuo a individuo. Il fatto che la condizione porti a una stanchezza profonda è presto detto: l’organismo umano ha bisogno di energia per sopravvivere ed espletare centinaia di funzioni fisiologiche. Per averne a disposizione in abbondanza, però, gli occorre una corretta quantità di ossigeno. Questo entra nel nostro corpo proprio attraverso le vie aree superficiali (naso e bocca). L’aria che noi aspiriamo dall’esterno viaggia attraverso trachea e bronchi fino ad arrivare agli alveoli polmonari. Qui l’ossigeno contenuto nell’aria arriva nei vasi sanguigni per essere distribuito in tutto il resto del corpo. In tutto ciò viene coinvolto il muscolo diaframma controllato da recettori che misurano la quantità di ossigeno. Ma se, per qualche motivo, il passaggio dell’aria viene ridotto, i muscoli coinvolti nella respirazione saranno enormemente indeboliti. Ne consegue che il diaframma – per compensazione - aumenterà la velocità di lavoro al fine di migliorare l’ossigenazione. Nonostante ciò, si assiste comunque e un’ipopnea (riduzione del flusso di aria) intervallata da diverse apnee (arresto del flusso di aria). In questa fase i livelli di ossigeno ematico assistono a un abbassamento repentino associato a un aumento della pressione arteriosa e del ritmo cardiaco. Le conseguenze di questa mancanza di ossigeno sono alterazioni della memoria, stanchezza cronica, irritabilità, disturbi cardiovascolari e mancanza di attenzione, problema che può aumentare anche il rischio di incidenti stradali.