27 novembre 2020
Aggiornato 03:30
Tracheotomia

Addio tracheotomia, arrivano i primi trapianti di trachea artificiale

I medici non potevano credere ai loro occhi quando hanno visto che non solo l’intervento funzionava ma i pazienti avevano di nuovo una vera trachea

Le persone che si vedono costrette ad eseguire una tracheotomia (incisione chirurgica della trachea) non vivono sempre una vita facile. La respirazione, infatti, non è come quella di un individuo normale, nonostante la pratica abbia lo scopo di migliorarla. L’intervento tradizionale prevede l’utilizzo di una cannula inserita nel lume tracheale attraverso un foro. Tutto ciò avrebbe il compito di migliorare la comunicazione tra la trachea e l’esterno. Ora, però, grazie a un metodo decisamente più innovativo, i pazienti potranno respirare normalmente – quasi come se non avessero subito nessun intervento. Ecco perché.

Ricostruzione della trachea
Le persone sottoposte a tracheotomia potranno finalmente respirare bene grazie a un nuovo metodo di ricostruzione della trachea. A parlarne è stata la rivista scientifica Journal of the American Medical Association, la quale ha riportato il primo caso al mondo, eseguito in Francia.

L’uso dei tessuti dell’aorta
L’incredibile intervento, effettuato per la prima volta al mondo da un’equipe medica di Parigi è stato effettuato diversi anni fa. In realtà sembra siano state eseguite più operazioni: la prima sarebbe iniziata nel 2009 e l’ultima nel 2017. Ma prima di comunicarlo alla Stampa hanno voluto essere certi che i pazienti godessero di ottima salute anche dopo l’intervento. La peculiarità di tale operazione è che gli scienziati sono riusciti a ricostruire la trachea grazie ai tessuti prelevati dall’aorta.

Ingegneria dei tessuti
Per ottenere simili risultati, gli scienziati si sono affidati a quella che viene chiamata ingegneria dei tessuti. Grazie a questa sono riusciti a trasformare le aorte – ovvero i canali sanguigni più grandi – in trachee. Tali vasi sono stati prelevati da donatori deceduti e sono state conservate fino al loro utilizzo, a una temperatura di ottanta gradi sotto lo zero. Gli interventi hanno richiesto la selezione di 20 pazienti affetti da cancro o altre gravi patologie. Sette di questi sono stati sottoposti a un trattamento classico, mentre gli altri hanno sperimentato il trapianto di aorta. Di questi 5 hanno ottenuto proprio la ricostruzione della trachea, mentre sette di loro anche dei bronchi e l'ultimo tratto della carena tracheale.

L’impianto dei tessuti
Il tessuto proveniente dalla donazione delle aorte è stato impiantato nei pazienti insieme a uno stent in modo da sostituire la trachea che era stata espiantata. «E dopo è arrivata la sorpresa più grande: l'aorta si è trasformata in trachea», ha raccontato il professore Emmanuel Martinod, dell'ospedale Avicenne di Bobigny (Parigi), durante il congresso della Società americana di patologia toracica a San Diego

Una sorpresa
La modifica dell’aorta in trachea è avvenuta in maniera del tutto inaspettata e ha lasciato sbalorditi gli stessi medici. Essa, infatti, «si è messa da sola ad assicurare le funzioni respiratorie. Nessuna magia, ma all'inizio nessuno ci credeva per davvero», concludono gli scienziati.