23 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

Bimba di 9 anni vittima di un ictus sopravvive miracolosamente grazie alla finestra d’oro

Anche i bambini possono essere vittime di un ictus. E’ capitato a una bimba di soli 9 anni che, per fortuna, si è salvata grazie alla prontezza di spirito dei genitori
Immagine rappresentativa
Immagine rappresentativa (sylv1rob1 | shutterstock.com)

NUOVA DELHI – Si tende a pensare che un evento drammatico come l’ictus possa colpire soltanto le persone adulte o di una certa età. Tuttavia, purtroppo, oltre a essersi abbassata l’età dell’incidenza, l’ictus colpisce anche i bambini. Ed è quello che è accaduto proprio a una bimba di solo 9 anni vittima di un ictus ischemico acuto che, per fortuna, è sopravvissuta grazie alla cosiddetta Finestra d’Oro (in inglese Golden Period) e alla prontezza dei suoi genitori.

I fatti
La piccola, sul cui nome è stato mantenuto il riserbo, il primo maggio era andata come al solito a scuola. Qui è successo che, come racconta il padre della piccola ai media locali, che a un certo punto della mattinata la bimba ha mostrato uno strano comportamento. «Era normale quando è andata a scuola la mattina – spiega il padre – Ma la sua insegnante ha notato qualcosa di strano nel suo comportamento. Non era in grado di sollevare la borsa dalla mano sinistra e non era in grado di fare peso, sempre sulla gamba sinistra. Improvvisamente, perse la coordinazione e cadde. L’insegnante – prosegue il padre – invece di darle delle medicine e dirle di stendersi, mi chiamò immediatamente. Ho portato di corsa la mia bambina in un ospedale locale dove la risonanza magnetica ha rivelato un infarto acuto della regione front-parietale destra. In parole povere, è stato un infarto cerebrale che si verifica con il restringimento o il blocco delle arterie e quando aree specifiche del cervello smettono di ricevere rifornimenti di sangue».

La Finestra d’Oro
I genitori della piccola, dopo aver appreso cosa avesse colpito la figlia hanno agito con tempestività, facendola trasferire immediatamente all’Indraprastha Apollo Hospitals (IAH) di Nuova Dehli in India, che è specializzato nel trattamento di questo tipo di condizioni.
«La finestra d’oro – ha spiegato il dottor Priyadarshini Pal Singh, Capo Dipartimento Emergenza dell’IAH – si riferisce alla breve finestra di circa 4 ore durante la quale se una persona viene trattata per l’ictus, le sue possibilità di sopravvivenza e di recupero aumentano considerevolmente. Quando la bambina è stata ricoverata, presentava i sintomi di insorgenza acuta di debolezza degli arti superiori e inferiori sinistro. L’angiografia con risonanza magnetica e RM è stata ripetuta per conoscere la causa e l’estensione del problema. La diagnosi era innegabile. In un’età in cui la maggior parte dei bambini non sa nemmeno il significato di ictus, questa bambina di nove anni è stata vittima di ictus ischemico acuto arterioso». Per fortuna, l’aver agito con prontezza non solo le ha salvato la vita, ma le ha evitato di incorrere in una o più disabilità che spesso accompagnano – anche per tutta la vita – le vittime di un ictus.

«Sebbene fossi consapevole che il tempo è un fattore importante nella ricerca di aiuto per l’ictus, non sapevo della finestra d’oro di 4 ore – ha raccontato il padre – Oggi, mia figlia è in via di guarigione. La sua mano sinistra ha recuperato al 90% e il suo piede sinistro ha recuperato per circa il 30%. Ci stiamo concentrando sulla sua fisioterapia che è stata di grande aiuto. Le vengono somministrati fluidificanti del sangue per un periodo di 10 ore al giorno. E’ stata un’esperienza scioccante e traumatica per me e la mia famiglia. Sono grato che mia figlia starà bene, ma voglio capire la causa principale del perché l’ictus si è verificato in una bambina così piccola».

L’infarto acuto
Come poi spiegato anche dal dott. Harsh Rastogi, consulente senior e radiologo dell’Indraprastha Apollo Hospitals, «Le indagini diagnostiche hanno mostrato un infarto acuto non emorragico nella regione subcorticale e periventricolare destra della materia bianca. La risonanza magnetica ha suggerito la completa interruzione della MCA destra (Arteria Cerebrale Media), subito dopo la sua origine con la mancata visualizzazione della MCA distale. La gestione del suo attacco di ictus è stata avviata immediatamente secondo il protocollo».

Il profilo ematico
La bambina è poi stata traferita in ICU pediatrica (o PICU, Terapia Pediatrica Intensiva) dove è stato eseguito il suo profilo ematico completo. «Il suo PT/aPTT era normale, così come il numero delle piastrine, il profilo di coagulazione, il fibrinogeno plasmatico – ha dichiarato il dottor VB Gupta, Senior Consultant e Neurologo Pediatrico – Sono stati riscontrati livelli anomali di omocisteina che indicavano il rischio di sviluppare ictus. L’Ecocardiografia aveva mostrato un piccolo PFO (forame ovale pervio) che è un buco nel cuore. Abbiamo deciso di iniziare il trattamento con TPA in dosi terapeutiche per oltre un’ora. E’ stata poi avviata una fisioterapia degli arti passivi per mantenere il flusso sanguigno». Lentamente, la bambina è divenuta stabile con movimento tremolante e lieve dolore all’arto inferiore sinistro.

Non tutti sanno cosa fare
Il dott. VB Gupta ha fatto notare che nel caso della piccola il fattore decisivo è stata la prontezza dei genitori, dato che nessun altro si era reso conto della gravità della situazione. Così, rivolgendosi subito all’ospedale specializzato è stato possibile intervenire in tempo. Il problema, sottolinea ancora il medico, è che l’ictus nei bambini è piuttosto raro e per molti sconosciuto. Ecco perché spesso le persone non fanno un collegamento quando i sintomi dell’ictus si manifestano nei bambini. «Molti bambini, che possono essere salvati, finiscono per affrontare la disabilità per il resto della loro vita perché i loro tutori non sono consapevoli e non cercano aiuto», conclude Gupta.