27 febbraio 2020
Aggiornato 23:00
daVinci

Ecco la console robotica che ha salvato una paziente dal cancro all’intestino

Una console robotica può effettuare delle operazioni di estrema precisione e in tempi brevissimi. Ecco la paziente salvata da un cancro

LONDRA - Purtroppo non si tratta di interventi di routine, ma si spera che la tecnologia – prima o poi – possa arrivare finalmente a combattere il cancro in maniera più efficace di quanto non si faccia ora. Magari dando vita a farmaci di cui non avere paura, come quelli derivanti dalla tecnica CAR-T cell la quale, auspichiamo, che un giorno possa soppiantare la tanto temuta chemioterapia. Ma anche i robot potrebbero migliorare la vita di un paziente oncologico: ecco la console che ha salvato Christine Lockton, affetta da tumore al colon.

Operata da un robot
Anche se abbiamo a disposizione chirurghi incredibilmente bravi e componenti, in grado di svolgere operazione chirurgiche quasi miracolose, ci sono casi in cui anche loro potrebbero beneficiare di un aiuto tecnologico. È il caso dei medici che hanno eseguito un intervento complicatissimo a una paziente affetta da cancro al colon: Christine Lockton. Per farlo si sono avvalsi di un robot totalmente innovativo che le ha permesso di essere operata contemporaneamente in due aree dell’intestino.

I sintomi iniziali
Inizialmente la signora Lockton pensava di soffrire di un'allergia alimentare. «Ho avuto attacchi periodici di qualcosa che pensavo fosse probabilmente legato al cibo e poi ad agosto è andata un po' peggio. Verso la fine di agosto, in una settimana, ho perso molto peso e non sono riuscita a trovare un motivo perché ciò accadesse in così poco tempo, così sono andata dai medici». Solo la colonscopia è stata in grado di determinare l’origine del suo male.

La diagnosi
Christine è una donna di 63 anni che vive a sud di Londra. A settembre ha cominciato a preoccuparsi per l’insolita perdita di peso che stava manifestando. In seguito a indagini mediche si è potuto stabilire che aveva un grosso tumore nell’intestino che stava invadendo anche altre parti del corpo. Per questo motivo inizialmente è stata sottoposta a chemioterapia e radioterapia. Ma le cure, non erano sufficienti.

Ulteriori interventi
Nel mese di marzo la donna è stata sottoposta sia a un’isterectomia (asportazione dell’utero) che una riduzione del colon. Per farlo, i medici del Royal Marsden Hospital di Londra hanno sfruttato il massimo della tecnologia che oggi abbiamo a disposizione: una console robotica in grado di operare in due posti contemporaneamente.

A casa dopo pochi giorni
La procedura è stata veloce e mini-invasiva e ha permesso a Christine di tornare a casa solo pochi giorni dopo. «Non posso credere quanto velocemente sono riuscita a uscire dall'ospedale ed è davvero bello essere di nuovo a casa. Penso che la vera guarigione avverrà ora».

Come funziona la console
I chirurghi si siedono su due lati opposti della console robotizzata ed eseguono le varie procedure chirurgiche. In questo modo è possibile vedere l’area in dettaglio, attraverso immagini in 3D ingrandite. Tutto ciò permette di minimizzare gli errori ed eseguire un intervento più velocemente. Ma non solo: i chirurghi, muovendo il braccio meccanico al posto del loro, hanno eliminato completamente la possibilità di tremolio che si verifica durante i lavori di estrema precisione. Senza contare che il robot può ruotare il suo braccio di 360 gradi, a differenza di quello umano.

Altissima precisione
«La precisione della chirurgia, pensiamo, è molto più alta», ha dichiarato il chirurgo Shahnawaz Rasheed, che ha eseguito l'operazione insieme a Marielle Nobbenhuis. «Per questo motivo, l'impatto sul paziente dovrebbe essere inferiore. Quindi possiamo fare la stessa operazione in termini di rimozione del tumore, ma causare meno traumi al paziente». Il Royal Marsden Hospital possiede il più avanzato programma di chirurgia robotica per il cancro di tutto il Regno Unito. La console robotica si chiama Da Vinci Xi ed è presente anche in Italia. Sul sito daVinciSurgery si possono trovare tutte le cliniche che lo mettono a disposizione del paziente.