30 ottobre 2020
Aggiornato 15:00
Chirurgia robotica

Eseguita con un robot la prima asportazione di un tumore dell'esofago a Torino

L'intervento eseguito alle Molinette di Torino con il robot Da Vinci senza aprire il torace, e con una tecnica totalmente mini invasiva

TORINO – I robot in chirurgia arriveranno a soppiantare l’uomo? Al momento la domanda non ha risposta, ma è evidente che l’apporto dell’Intelligenza Artificiale sarà sempre più presente e pregnante anche nel campo della medicina. La notizia di questi giorni è che, per la prima volta, è stato asportato un tumore dell’esofago proprio con il robot, e per mezzo di una nuova procedura di estrema complessità realizzata con tecnica totalmente mini invasiva dall’équipe di Chirurgia generale e oncologica universitaria (diretta dal professor Mario Morino), presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.

Niente apertura del torace
Quello che è stato compiuto nei giorni scorsi, è stata l’asportazione di un tumore dell’esofago senza la tradizionale apertura del torace, grazie a 4 microfori da cui sono stati introdotti gli strumenti robotici, così come l’apertura dell’addome per preparare il cosiddetto tubulo gastrico utilizzato per sostituire l’esofago asportato è stata sostituita da altri 4 microfori laparoscopici.

Una procedura complessa
La chirurgia per rimuovere i tumori dell’esofago è una delle più complesse della chirurgia oncologica poiché, per la particolare posizione anatomica dell’esofago situato tra torace e addome, l’intervento tradizionale comporta l’apertura estesa di entrambe queste zone del corpo. In particolare, l’apertura ampia e prolungata del torace comporta un prolungato soggiorno in rianimazione con il ricorso alla ventilazione assistita postoperatoria. Il paziente è un uomo di 60 anni e aveva un voluminoso cancro dell’esofago trattato con radiochemioterapia per diminuire le dimensioni del tumore e poi sottoposto, alcune settimane dopo, a intervento interamente mini invasivo video guidato.

L’intervento
L’operazione è stata eseguita dal professor Mario Morino e dal dottor Fabrizio Rebecchi, è consistito nel rimuovere l’esofago e sostituirlo con lo stomaco modificato, in maniera tale da costituire un tubo di forma e dimensioni simili a quelle dell’esofago. Per fare ciò con la chirurgia tradizionale bisogna aprire sia l’addome (per accedere allo stomaco) sia il torace (per accedere all’esofago). Con questo intervento invece, la parte addominale viene eseguita in laparoscopia e quella toracica in toracoscopia robotica, dunque senza nessun taglio né sull’addome né sul torace. Poiché l’accesso al torace è limitato dalla presenza delle coste, il robot consente di penetrare attraverso gli stessi fori della normale toracoscopia, ma poi di avere una totale libertà di movimento nel torace stesso, così da poter rimuovere l’esofago e ricostruire la continuità digestiva suturando tra loro la parte di esofago rimanente e il cosiddetto tubulo gastrico, ovvero lo stomaco trasformato in modo da essere uguale all’esofago rimosso.

Il robot
Le caratteristiche del robot Da Vinci consentono invece di eseguire i complessi gesti di dissezione e ricostruzione attraverso una serie di minifori, riducendo drasticamente l’invasività della procedura, tanto è vero che il paziente operato era già in piedi il giorno successivo e a 48 ore dall’intervento era in ottime condizioni in attesa di riprendere una normale alimentazione. Il professor Mario Morino, direttore del dipartimento di chirurgia dell'AOU Città della Salute di Torino, è appena stato nominato Membro Honoris causa dell’American Surgical Association (ASA) durante il 138mo Congresso della Società che si è tenuto a Phoenix in Arizona. L’American Surgical Association è considerata la più prestigiosa Società chirurgica al mondo.