11 agosto 2020
Aggiornato 23:30
Insetti & Co.

Novel Food, la ricerca di nuove fonti sicure di cibo sostenibile

Nuovi alimenti, come insetti e altri al vaglio degli esperti. Il Presidente Prandini dell’Istituto Spallanzani: «Costituita la rete europea per la valutazione del rischio da nuove fonti alimentari»

Novel food insetti
Novel food insetti Shutterstock

MILANO – Valutare concretamente il rischio potenzialmente derivante dai cosiddetti 'novel food'm anche in virtù della sempre più evidente emergenza cibo in tutto il mondo – specie nei Paesi sottosviluppati. Per questi e altri motivi è nato il progetto Cost ImpARAS.

Il progetto
Lo scopo del progetto Cost ImpARAS «è stato quello di costruire una rete interdisciplinare europea di scienziati con diverse competenze per discutere nuove idee, modelli e approcci più predittivi per migliorare l’attuale strategia di valutazione del rischio relativo agli allergeni contenuti negli alimenti – spiega Ettore Prandini, Presidente dell’Istituto Spallanzani di Rivolta d’Adda (Cr) – Con la consapevolezza delle previsioni riguardanti l’aumento della popolazione mondiale a circa 10 miliardi nel 2050, dobbiamo avere una migliore visione d’insieme della situazione e prepararci a far fronte alla carenza di fonti proteiche per il consumo umano che, molto probabilmente, ci troveremo costretti ad affrontare nel prossimo futuro».

Quali i risultati ottenuti
Il dottor Prandini, insieme a scienziati ed esperti, ha tracciato il quadro in cui si inserisce il sesto workshop previsto dal progetto EUROPEAN COST (Cooperation in Science and Technology) ACTION FA1402, dal titolo 'Improving Allergy Risk Assessment Strategy for New Food Proteins' (ImpARAS), che si terrà il 22 e il 23 marzo 2018 alla Società Umanitaria di Milano (via Daverio 7). Durante l’evento, che vede tra gli organizzatori l’Istituto Sperimentale di Ricerca Lazzaro Spallanzani di Rivolta d’Adda (Cr), verranno discussi i risultati ottenuti fino a ora dal gruppo di lavoro e sarà occasione per gli studiosi, provenienti dai trenta Paesi coinvolti, di confrontarsi sui diversi metodi di previsione del rischio di allergenicità dei nuovi cibi, inclusi i tanto discussi insetti. E le prospettive sono decisamente interessanti.
Il Workshop è stato promosso dalla Società italiana di Proteomica e dell’azione Food and Nutrition Proteomics, e a rappresentare l'Italia sarà la ricercatrice Paola Roncada, Responsabile proteomica dell’Istituto Spallanzani e delegato nazionale MIUR per questo progetto.

Identificare gli allergeni
«Il coinvolgimento del nostro Istituto e del laboratorio di proteomica coordinato da uno dei nostri più apprezzati Ricercatori a livello internazionale, Paola Roncada – spiega Marina Montedoro, Direttore dell’Istituto Spallanzani – riguarda l’identificazione degli allergeni proteici e dei nuovi allergeni. Nelle prove sperimentali vengono incluse tanto le proteine nuove quanto quelle modificate partendo da proteine provenienti dagli insetti e, ad esse, vengono applicati degli approcci innovativi di ricerca che non sono stati precedentemente utilizzati: la proteomica ne è un esempio. La valutazione della sicurezza alimentare è un requisito fondamentale prima che dei nuovi prodotti, come il novel food e il cibo derivato dagli insetti, possano essere immessi sul mercato. Questo tipo di valutazioni comprendono l’analisi dei pericoli microbiologici e tossicologici, nonché il rischio di allergie alimentari relativi a questi cibi non convenzionali e innovativi».

Ottenere progressi nella scienza alimentare
«Questo progetto finanziato dall’Unione Europea – aggiunge il Presidente Prandini – rappresenta un’opportunità per riuscire a ottenere dei progressi nella scienza alimentare trasferibili e sfruttabili, poi, nell’industria alimentare. Grazie a Cost ImpARAS, iniziato quattro anni fa e il cui termine è fissato alla fine del 2018, le aziende potranno sviluppare prodotti sicuri, mentre la comunità scientifica potrà consigliare meglio le autorità competenti sulle più adatte strategie di valutazione del rischio alimentare e sensibilizzare anche l’opinione pubblica sulla sicurezza dei nuovi alimenti sostenibili».