26 giugno 2022
Aggiornato 16:30
Salute

Fratture al polso da tennisti: quali sono e come vengono curate

Praticare con costanza uno sport e avere una vita attiva sono gli ingredienti fondamentali per vivere più a lungo, ma bisogna stare attenti a non esagerare

Camila Giorgi, una delle più forti tenniste italiane
Camila Giorgi, una delle più forti tenniste italiane Foto: ANSA

Moltissime persone praticano con assiduità uno degli sport più antichi e affascinanti del mondo: il tennis, ideale per sfogarsi dopo una lunga settimana lavorativa, per tenersi in forma e anche per divertirsi.
Questa disciplina sportiva porta numerosi benefici: aiuta a perdere peso, ad aumentare la tonicità muscolare e a sviluppare concentrazione e coordinazione, ma ha una piccola controindicazione che si verifica quando esageriamo e sforziamo troppo i movimenti i gioco: la frattura al polso, parte delicatissima del nostro corpo composta da ossa corte chiamate carpo.

Esistono quattro tipologie di frattura a cui può andare incontro con maggiori probabilità un tennista:

  • Frattura del polso scomposta
  • Frattura del radio
  • Frattura di Colles
  • Frattura dello scafoide

I sintomi tipici correlati ad una frattura sono gonfiore, forte dolore e, in certi casi, deformità articolare. Per capire se si tratti effettivamente di una frattura sono però necessarie una radiografia, una TAC ed eventualmente una risonanza magnetica, esami importantissimi per capire quale trattamento adottare.
Sarà quindi il medico, dopo aver osservato la posizione dei frammenti ossei, a consigliare il trattamento da seguire, in genere:

  • intervento chirurgico (solo nei casi più gravi)
  • posizionamento del gesso (immobilizzare la zona)

In caso di frattura esposta, di frammenti ossei e se c’è il rischio che l’osso perfori la pelle, è consigliabile rivolgersi a strutture in grado di assicurare interventi all’avanguardia nel campo della chirurgia ortopedica. Un trattamento di alto livello permetterà di rendere più stabile la frattura, facilitando il consolidamento delle ossa, la guarigione e il recupero funzionale.

Per i casi meno gravi, un metodo efficace per guarire in tempi brevi è quello di iniziare la riabilitazione già durante il periodo di immobilizzazione con strumenti ad hoc come il tutore gessato, in grado di lasciare libere le articolazioni metacarpo-falangi e scongiurare rischi come l’edema o la rigidità delle articolazioni.

Qualche esercizio attivo e passivo è fondamentale per aiutare la guarigione della frattura, e si possono usare attrezzi in gomma per allenare la presa e per ridare forza muscolare. Un’altra indicazione utile sono gli ultrasuoni e la vitamina D, fondamentale soprattutto in tarda età, anche a scopo preventivo.

Praticare con costanza uno sport e avere una vita attiva sono gli ingredienti fondamentali per vivere più a lungo, ma bisogna stare attenti a non esagerare. Uno sforzo eccessivo può portare a conseguenze nefaste, per questo al primo sintomo è sempre opportuno andare a consultare uno specialista.