20 agosto 2019
Aggiornato 22:30
Hacker e pace maker

Pericolo pace-maker: truffatori potrebbero hackerarlo per ricattare i pazienti

I dispositivi elettronici salvavita non sono sicuri e gli esperti richiedono di intervenire prima che qualcuno possa rischiare la vita

Gli hacker potrebbero mettere a rischio la salute del cuore
Gli hacker potrebbero mettere a rischio la salute del cuore Shutterstock

Grazie alla tecnologia molte cose, al giorno d’oggi, sono diventate più semplici e snelle. Anche in campo sanitario troviamo procedure più innovative, cartelle cliniche elettroniche, comunicazioni mediche per mezzo di smartphone e anche dispositivi salva vita. Uno di questi è il pacemaker, strumento utilizzato da parecchio tempo che oggi è dotato di una tecnologia nettamente superiore. Ma come tutte le novità può presentare anche alcuni lati negativi, uno di questi è la possibilità che venga hackerato.

Non solo pacemaker
I dispositivi presi di mira da gente con pochi scrupoli sono tutti quelli che garantiscono la sopravvivenza di un individuo. Tra questi il già citato pacemaker e le pompe per l’insulina. Purtroppo casi di tentativi di truffe di questo genere sono stati rilavati più volte, specie all’estero e secondo un rapporto del Consiglio di elettrofisiologia dell'American College of Cardiology non si sta facendo abbastanza per affrontare il problema. Al momento, tuttavia, non ci sono segnalazioni di hacker che sono riusciti nel loro intento. Ma a detta degli esperti, se non si troveranno soluzioni al più presto è molto facile che presto si verifichino.

Dov’è finita la sicurezza informatica?
Informatizzare tutto ci ha permesso di avere una vita più facile sotto diversi punti di vista. Ma se ci pensiamo bene, controllare tutto attraverso computer e intelligenze artificiali mette a serio rischio la sicurezza di ogni individuo. E non solo sotto il profilo sanitario. Potremmo, un giorno, non avere a disposizione del denaro, provocare gravi incidenti aerei, rendere instabili armi e centrali nucleari. Non possiamo affidare l’intera sicurezza a un cervello elettronico. In alternativa un hacker molto in gamba potrebbe sconvolgere la vita dell’intero pianeta nel giro di una sola notte.

Dispositivi e informazioni sanitarie
Sotto il mirino degli hacker non si sono solo dispositivi e software che regolano le funzioni corporee, ma c’è la possibilità che vengano alterate anche tutte le informazioni che riguardano la nostra salute e che sono state inserite nel sistema sanitario nazionale. Secondo il dottor Dhanunjaya R. Lakkireddy, professore di medicina presso l'Università del Kansas Hospital, l’unico modo per prevenire il problema è intervenire direttamente durante la produzione. «La vera sicurezza informatica inizia nel momento in cui si progettano software protetti e richiede l'integrazione di più parti interessate, inclusi esperti di software, esperti di sicurezza e consulenti medici», conclude il dottor Lakkireddy al Daily Mail.