28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Tecnica Bloodless

Testimone di Geova rifiuta trasfusione, salvato da una tecnica «senza sangue»

Un testimone di Geova rifiuta la trasfusione, ma l’equipe medica lo salva grazie a una nuova tecnica chirurgica bloodless

Testimone di Geova rifiuta trasfusione: salvato da una tecnica Bloodless
Testimone di Geova rifiuta trasfusione: salvato da una tecnica Bloodless Shutterstock

TORINO - «Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo; io vi do tutto questo, come l'erba verde; ma non mangerete carne con la sua vita, cioè con il suo sangue», si legge nella Bibbia (Genesi 9:3-4). Come sempre accade, però, quando si parla di testi sacri, l’interpretazione della Parola di Dio è molto arbitraria. Secondo i Testimoni di Geova, questa e altre affermazioni impedirebbero al credente di fare anche trasfusioni di sangue. Tutto ciò, ovviamente, potrebbe non essere un problema fino a che un individuo non avesse la reale necessità di sopravvivere grazie al sangue altrui. È quando è accaduto a un uomo di Napoli che, per sua fortuna, ha incontrato un’equipe medica che è riuscito a salvarlo lo stesso con una tecnica innovativa. Ecco cosa è successo.

Da Napoli a Torino
Viste le condizioni del paziente, si è reso necessario un intervento in elicottero che potesse portarlo dalla sua città di residenza (Napoli) a Torino. Non appena arrivato nella città Torinese, tuttavia, il personale medico non ha potuto fare altro che constatare che i livelli di emoglobina erano molto bassi e ciò dimezzava la possibilità di eseguire in intervento chirurgico a meno che non avesse accettato di sottoporsi a una trasfusione di sangue. Ma c’era un grande problema: l’uomo era un Testimone di Geova e come tale non può sottoporsi a questo genere di proceduta.

La vicenda
Il caso è accaduto a un uomo originario di Napoli. Purtroppo, da tempo era affetto da una particolare malattia vascolare che, se vogliano, si presenta con una frequenza piuttosto ridotta: la dissezione aortica. A causa di un aggravamento della patologia, il 62enne si trovava al Maria Pia Hospital di Torino. Il paziente aveva subito un abbassamento pericoloso dei livelli di emoglobina e, teoricamente, necessitata di trasfusioni di sangue. Tuttavia, trattandosi di un testimone di Geova, si rifiutava categoricamente si sottoporsi a un intervento simile.

Approfondimento: cos’è la disseccazione aortica
La dissezione (o dissecazione) aortica è caratterizzata da una lacerazione dello strato interno dell’aorta, la quale determina la formazione di un falso lume. Può essere provocato da un danno avvenuto alla parete del vaso. Qualora si rompesse il falso canale, potrebbe causare la morte dell’individuo. Generalmente il problema è associato all’ipertensione e può presentarsi anche in un terzo dei pazienti. Potrebbe anche essere provocata dalla sindrome di Marfan, di Ehlers-Danlos o disfunzioni del connettivo. Spesso i pazienti accusano un dolore improvviso e lancinante sia a livello del torace che tra le scapole. Trattandosi di una sintomatologia atipica spesso viene diagnosticata in ritardo. La terapia di routine prevede, in prima battuta, l'uso di betabloccanti o di un calcio-antagonista, associato a ACE-inibitori o altro genere di anti-ipertensivi.

L’idea dei medici
Per fortuna l’equipe medica che lo aveva in cura ha pensato di ricorrere a un protocollo sperimentale che non prevedeva l’uso del sangue (bloodless). Il problema risiedeva nel fatto che la letteratura scientifica riportava davvero pochissimi casi in tutto il mondo: ne erano stati fatti solo 7 in 13 anni.  

L’intervento
Il paziente è stato quindi sottoposto a un intervento di ben 5 ore, eseguito dall’equipe medica che è riuscita a sfruttare tecniche di chirurgia avanzata per la stimolazione degli eritrociti. Il dottor Sebastiano Marra, spiega a Torino Today che con questa tecnica bloodless (senza sangue) ogni singola goccia di sangue viene salvata. In pratica le garze che vengono imbevute durante l’intervento non vengono buttate ma devono essere ripulite allo scopo di recuperare tutto il sangue possibile. Tutto ciò evita il dover ricorrere alla trasfusione. Un’opzione che – considerato il suo successo - senz’altro potrà essere utilizzata in futuro anche da altri Testimoni di Geova.