15 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Non fatevi rubare la vista

Glaucoma, maggior rischio di cadute e incidenti stradali per chi ne soffre

Soltanto in Italia ci sono 1 milione di pazienti con glaucoma. La malattia colpisce a tutte le età. Gennaio il mese dedicato alla conoscenza: non fatevi rubare la vista

Glaucoma
Glaucoma Shutterstock

ROMA – Quando insorge il glaucoma agli occhi, la prima cosa che si perde è la capacità visiva: tutto diventa sfocato, ombrato e non distinguibile chiaramente. Ma questa malattia dell'occhio ruba a chi ne è interessato anche altro, a partire dall'autonomia. Chi soffre di glaucoma ha infatti un rischio maggiore sia di cadere anche quando si muove dentro casa, sia di essere vittima di incidenti stradali quando guida. Lo dimostrano due studi, entrambi condotti dalla Queensland University of Technology (Australia).

Cosa accade quando si ha il glaucoma
In chi soffre di glaucoma, si ha una perdita graduale del campo visivo fino alla visione tubulare, cioè è come guardare attraverso un foglio di carta arrotolato: il paziente vede bene, può avere anche 10/10, ma vede solo una piccola porzione, per cui è incapace di orientarsi, per esempio di attraversare la strada. «Il glaucoma è una malattia che interessa il 3% della popolazione con più di 40 anni di età – spiega Giorgio Marchini, direttore Clinica Oculistica, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – viene chiamato 'il ladro silenzioso della vista' poiché non dà sintomi e può portare alla cecità se non scoperto e non curato. La causa è principalmente legata all'aumento della pressione intraoculare, che danneggia progressivamente il nervo ottico e il campo visivo. Nella sua genesi tuttavia giocano un ruolo anche fattori neurodegenerativi e vascolari».

Le cose si complicano quando la malattia progredisce
«All'inizio – sottolinea Carlo Nucci, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Oculistica presso il Policlinico Universitario di Roma Tor Vergata – il campo visivo viene danneggiato nella sua porzione periferica per cui il paziente percepisce di meno il problema perché riesce a vedere bene ciò che ha di fronte, ma a mano a mano che il glaucoma progredisce la percezione dello spazio intorno a sé diminuisce e nascono delle difficoltà in alcune delle attività quotidiane».

Il rischio di cadere
Una prima importante conseguenza del paziente con glaucoma è il rischio di cadere anche dentro casa. Uno studio prospettico realizzato dal Dipartimento di Oftalmologia della Dalhousie University in Canada ha dimostrato che, rispetto ad un gruppo di controllo in condizioni mediche generali simili, i pazienti affetti da glaucoma avevano avuto una probabilità tre volte maggiore di cadere negli ultimi 12 mesi. Stessi risultati anche da uno studio condotto dalla Queensland University of Technolog (Australia) che ha raccolto i dati relativi alle cadute di 71 adulti con glaucoma primario ad angolo aperto. Durante il follow-up a un anno, il 44% dei partecipanti aveva avuto almeno una caduta e il 31% di queste cadute aveva provocato un infortunio.
«Il maggior rischio di caduta – fa notare il professor Nucci – è ovviamente legato alla riduzione del campo visivo perché, specie quando interessa la porzione inferiore, la persona ha maggiori difficoltà a vedere le buche per strada, i gradini, le scale ed è più facile cadere oppure urtare contro qualcosa. Inoltre, si è visto che il problema è dovuto anche ad un'alterazione dell'equilibrio».

Incide anche sulla guida
Il glaucoma può avere un impatto anche sulla capacità di guidare i veicoli. Alcuni studi, infatti, dimostrano che nei pazienti affetti da questa patologia oculare (che spesso per ragioni di età si presenta in associazione alla cataratta) limita la visione e quindi fa aumentare il rischio di incidenti stradali. Dunque, per non dover subire tutte queste limitazioni, è fondamentale fare prevenzione senza aspettare la terza età: «Negli stadi iniziali della malattia – dichiara Michele Rinaldi, docente di oftalmologia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli – il glaucoma può essere asintomatico e senza la corretta prevenzione, può essere diagnosticato solo in una fase avanzata del suo decorso, quando ormai sono manifeste importanti e irreversibili perdite del campo visivo». Ecco perché bisogna iniziare a controllare la vista precocemente: «La diagnosi di questa malattia – aggiunge Marchini – viene fatta misurando la pressione intraoculare, le fibre del nervo ottico e i difetti del campo visivo».

Si può manifestare a qualsiasi età
Non si creda che il glaucoma sia una malattia 'da anziani'. Può infatti manifestarsi a qualsiasi età. «Il glaucoma congenito, infatti, si presenta già alla nascita con una prevalenza di 1 su 27.000 nati in Europa. Colpisce il bambino in ambo gli occhi nel 70% dei casi – prosegue Rinaldi – Il tipo 'giovanile' può manifestarsi tra i 10 e i 35 anni e inizialmente i pazienti sono completamente asintomatici; la diagnosi, infatti, può solo essere fatta incidentalmente durante esami oftalmologici di routine. L'aumento della pressione intraoculare, l'aumento dell'escavazione del nervo ottico o una perdita del campo visivo sono da considerare campanello d'allarme per una diagnosi precoce. Pertanto, una corretta prevenzione del glaucoma andrebbe fatta sin dai 10 anni del bambino con una banale misurazione della pressione intraoculare e un esame del fondo oculare con particolare attenzione all'analisi del nervo ottico».

L'azione della pressione oculare
È ormai noto che l'aumento della pressione oculare è il principale fattore di rischio per l'insorgenza del glaucoma, ma forse - specie tra i pazienti - ancora non si sa che questa patologia si può sviluppare anche in soggetti che hanno una pressione oculare normale. Infatti, si stima che dal 30% al 70% dei soggetti con glaucoma ne abbiano una forma indipendente dalla pressione oculare alta. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che la riduzione della pressione oculare nei pazienti con glaucoma è in grado di rallentare la progressione della malattia ma non riesce a fermarla del tutto. «L'equazione glaucoma = pressione intraoculare elevata - conferma Michele Figus, oculista presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana - non è sempre vera. Infatti, se è vero che la pressione oculare è sicuramente il fattore di rischio più importante per sviluppare la malattia, non è sempre presente in tutte le forme con cui la stessa malattia può presentarsi, tant'è vero che esiste un tipo particolare di glaucoma che si definisce 'glaucoma a pressione normale'».

Agire sulla cellula della retina
Ecco perché, anche se la riduzione della pressione oculare rappresenta il 'gold standard' per il trattamento del glaucoma, varie ricerche stanno puntando ad altri approcci terapeutici che agiscano sulla cellula ganglionare della retina, i cui assoni formano il nervo ottico. «Il glaucoma – prosegue il professor Figus – è una malattia neurodegenerativa e come tale condivide alcune caratteristiche con altre malattie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer e il Parkinson. Caratteristiche comuni di queste malattie sono la morte per apoptosi di specifiche popolazioni neuronali (cellule ganglionari retiniche nel glaucoma), la degenerazione transinaptica (che comporta nel glaucoma alterazioni riscontrabili lungo l'intera via ottica) e la progressività della malattia nel corso del tempo». La neuroprotezione rappresenta un'opportunità in più per trattare più efficacemente questa malattia.

La Campagna di conoscenza
Per diffondere una maggiore conoscenza su questa patologia e sull'importanza di fare prevenzione precoce è stata lanciata sui social media - in concomitanza del mese di gennaio dedicato in tutto il mondo proprio al glaucoma - la campagna #SOLOPERITUOIOCCHI che si pone l'obiettivo di sensibilizzare i soggetti con più di 40 anni a sottoporsi a una visita oculistica approfondita. Sulla pagina Facebook dedicata si possono trovare sondaggi e notizie giornaliere per sensibilizzare al controllo. Ciascuno può condividere l'hashtag #SOLOPERITUOIOCCHI insieme alla foto dei propri occhi.