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Glaucoma, è la Settimana dedicata: sei a rischio? Tutto quello che devi sapere e le visite salvavista gratuite

Prevenzione, una visita può salvare la vista. Cos'è il Glaucoma, i sintomi e le cure. Tutte le iniziative in Italia per la Settimana del Glaucoma

Glaucoma
Glaucoma (sruilk | shuttertstock.com)

ROMA – Una visita può salvare la vista. La prevenzione è infatti da sempre l'arma migliore contro le malattie, anche degli occhi, come il glaucoma. Quale occasione migliore della Settimana Mondiale del Glaucoma per sottoporsi – gratis – a una visita di controllo? Tutto questo, e anche di più, è offerto in Italia dall'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus. Durante la Settimana, che si tiene dall'11 al 17 marzo 2018, ci sono molte iniziative tra cui check-up oculistici, conferenze informative e distribuzione di opuscoli. Ed è tutto gratis.

Prevenire sempre
Il glaucoma è una delle cause più frequenti di cecità e ipovisione, ma si può prevenire se diagnosticata in tempo, riporta il sito di IAPB. Per questo è stata organizzata la Settimana del Glaucoma, durante questi giorni è possibile sottoporsi a un check-up oculistico gratuito, che include la misurazione della pressione dell'occhio, e che si svolge in più di 50 città a bordo di Unità mobili oftalmiche – speciali camper attrezzati – e in alcuni ambulatori oculistici. Le città aderenti all'iniziativa sono ben 94.

Cos'è il glaucoma?
«Il glaucoma – riporta il sito IAPB dedicato – è una malattia degenerativa quasi sempre bilaterale che colpisce il nervo ottico. Il nervo ottico è paragonabile a un cavo elettrico: è costituito da milioni di fibre nervose che trasmettono i segnali elettrici dalla retina al cervello, dove avviene l’elaborazione dell’informazione visiva. Nella maggior parte dei casi il disturbo è dovuto a un aumento della pressione interna dell’occhio che nel tempo provoca danni permanenti alla vista. Questi in genere sono accompagnati da una riduzione del campo visivo: si restringe lo spazio che l’occhio riesce a percepire senza muovere la testa. Alterazioni della papilla ottica: (detta anche testa del nervo ottico) sono visibili all’esame del fondo oculare.
L’oculista diagnostica un glaucoma quando rileva:
- un aumento della pressione oculare
- una riduzione del campo visivo
- alterazioni della papilla ottica».

Cos'è la pressione oculare?
«In condizioni normali – prosegue IAPB – all’interno dell’occhio è presente un liquido, l’umor acqueo, che viene prodotto e riassorbito di continuo. In un occhio sano la produzione e il deflusso di umor acqueo sono in equilibrio perfetto. E la pressione oculare è legata a questo rapporto. Quando l’umore acqueo è prodotto in eccesso oppure quando c’è un ostacolo al suo deflusso (che è la condizione più frequente) si ha un aumento della pressione oculare, che a lungo andare danneggia il nervo ottico». In genere, spiega IAPB, la pressione oculare è in genere compresa tra i 10 e 20 millimetri di mercurio (o mmhg).

Sei a rischio glaucoma?
Spesso per evitare problemi o danni permanenti alla vista, basta una semplice visita oculistica. E' qui che si può diagnosticare la presenza di glaucoma in fase iniziale o ancora non grave – sottolinea IAPB. «E' dunque necessario sottoporsi con regolarità a controlli oculistici, specialmente in presenza di fattori di rischio quali l'età: la frequenza del glaucoma, pur non essendo una malattia esclusiva dell’anziano, aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età. E' buona norma, per chi ha più di 40 anni, sottoporsi a un controllo oculistico che comprenda anche la misurazione della pressione oculare. Un momento ideale è rappresentato dall’insorgenza della presbiopia (visione sfocata da vicino). Più che consultare un ottico, sarebbe importante approfittarne per una visita oftalmologica completa».
Altri fattori di rischio soni i «precedenti familiari: tutti coloro con un familiare affetto da glaucoma devono sottoporsi a frequenti controlli, perché questa malattia oculare presenta forti caratteri di ereditarietà. E poi una miopia elevata e terapie protratte con farmaci cortisonici».
L'esame della pressione dell'occhio (tonometria) durante la visita oculistica è fondamentale per la prevenzione e diagnosi precoce del glaucoma. Consulta le iniziative previste per la Settimana Mondiale del Glaucoma cliccando sulla cartina dell'Italia.

Quante forme di glaucoma esistono?
Secondo IAPB esistono numerose forme di glaucoma, tuttavia le più frequenti e importanti sono tre:
- il glaucoma cronico semplice ad angolo aperto
- il glaucoma acuto ad angolo chiuso
- il glaucoma congenito.

«Il glaucoma cronico è la forma più comune – spiega IAPB – E' dovuto a un progressivo malfunzionamento delle vie di deflusso (il sistema trabecolare) dell’umor acqueo che causa un aumento della pressione oculare (quasi mai elevato). Questo fenomeno si può paragonare a quanto accade in un lavandino parzialmente ostruito che causa un ristagno di acqua. Il glaucoma cronico è una malattia tipica dell’adulto (dopo i 40-50 anni), ha un’evoluzione molto lenta e non dà disturbi o sintomi particolari. In assenza di un controllo oculistico ci si rende conto troppo tardi di essere malati, ossia solo in fase terminale, quando il danno al nervo ottico è già avanzatissimo e irreparabile e il campo visivo è gravemente compromesso».

C'è poi il glaucoma acuto. Questo, prosegue IAPB, «si manifesta in maniera improvvisa e imprevedibile e quasi sempre è legato a una condizione anatomica predisponente, come per esempio gli occhi ipermetropi. Si ritiene sia dovuto a un’ostruzione totale delle vie di deflusso, come accade in un lavandino che si ottura completamente senza far più passare acqua. Insorge con un dolore violento, che non dà tregua, associato spesso a nausea e vomito. L’occhio è molto infiammato, la vista fortemente ridotta.
Il glaucoma congenito si può manifestare già alla nascita o nei primi anni di vita. Si ritiene sia dovuto ad alterazioni o a malformazioni delle vie di deflusso dell’umor acqueo. La 'plasticità' del bulbo oculare fa sì che l’occhio acquisti dimensioni molto grandi (buftalmo=occhio di bue). Pur essendo in assoluto una forma rara, è una delle cause più frequenti di ipovisione e cecità infantile.

Evitare la cecità
Per IAPB una persona con glaucoma che diviene cieca è un fallimento. Sia l'ipovisione che la cecità possono infatti essere prevenute, e dunque evitate. Per far questo, tuttavia, è necessario diagnosticare per tempo la presenza della malattia, in modo che possa essere curata tempestivamente. «Se la malattia non è diagnosticata e curata in modo tempestivo, il campo visivo si restringe progressivamente sino ad arrivare alla caratteristica visione a cannocchiale, o 'tubulare', ma anche alla cecità assoluta – sottolinea IAPB. La progressione della malattia si manifesta più spesso con una graduale e inconscia perdita della percezione «di ciò che avviene alla periferia del campo visivo. In pratica non si riesce più a vedere con la cosiddetta 'coda dell’occhio'».

Le cure per il glaucoma
Se ci viene diagnosticato un glaucoma, è bene sapere che ci si dovrà curare per tutta la vita. Fondamentali sono i controlli oculistici periodici.
Tra le diverse terapie oggi vi sono, la terapia medica che prevede l'utilizzo regolare e costante di colliri, il trattamento laser e la terapia chirurgica. Come per tutte le terapie, ognuna può avere i suoi pro e i suoi contro. Per chiarimenti è sempre bene rivolgersi all'oftalmologo.

Per maggiori informazioni, si può scaricare l'opuscolo dedicato cliccando Qui.