26 novembre 2020
Aggiornato 04:30
Gusto amaro e personalità

Ami il gusto amaro? Forse sei uno psicopatico

Ti piace il caffè senza zucchero? Quello di cicoria? Ami il cioccolato fondente al 70% di cacao? Secondo gli scienziati sei uno psicopatico

Qual è il tuo gusto preferito? E’ molto probabile che molti di voi amino il sapore dolce, specie se avete la fortuna di essere ancora giovanissimi. Con gli anni, però, anche l’amore per il cibo cambia. Ed è così che se prima amavano gli alimenti zuccherini, tendiamo a prediligere quelli salati o piccanti. Ma secondo alcuni ricercatori, se nella lista delle nostre preferenze ci sono anche gli alimenti amari potremmo  far parte delle persone un po’ squilibrate. Ecco qual è la spiegazione degli scienziati.

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei
Il senso dello studio è proprio questo: «dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei». Secondo i risultati ottenuti da un recente studio, infatti, le persone che prediligono sapori amari potrebbe avere tratti di personalità molto particolari – e per niente positivi. Pare che questo amore e sensibilità per i cibi amari sia tipico degli psicopatici.

Tratti negativi
Tutti abbiamo alcuni tratti della nostra personalità decisamente negativi. Ma chi ama cibi amari – secondo gli scienziati dell'Università di Innsbruck – più degli altri. Tra i vari comportamenti tipici ricordiamo il sadismo, lo psicotismo, il machiavellismo e il narcisismo.

Lo studio
Per arrivare a tali conclusioni, lo studio è stato condotto su quasi mille persone. A tutte è stato chiesto di esprimere l’indice di gradimento relativo a sapori e cibi utilizzando una scala di sei punti. I volontari potevano scegliere tra alimenti amari, salati, acidi e dolci. Inoltre dovevano rispondere a precise domande di un questionario basato sulla loro personalità: questo serviva per misurare i livelli di stabilità emotiva e la tendenza al sadismo quotidiano.

Tendenze antisociali
Altre evidenze che riguardavano le persone che prediligevano i cibi amari – come potrebbe essere un caffè senza zucchero – avevano anche mostrato tendenze antisociali. Quando una persona sperimenta il senso del gusto con un'intensità maggiore rispetto alla media, specie evidenziando una grande sensibilità ai gusti amari, viene definita supertaster. «Supertasting, significa avere un'alta sensibilità ai composti amari, ed è stato coerentemente collegato all'aumentata emotività nell'uomo e nei ratti», hanno dichiarato i dottori Christian Sagioglou e Tobias Greitemeyer. «Le esperienze di gusto amaro hanno dimostrato di suscitare giudizi morali più severi e ostilità interpersonale». Insomma, come spesso accade (grazie alla scienza), rimaniamo intrappolati in un’etichetta, in un giudizio umano a causa del risultato di un test scientifico. Ed è così che l’individuo unico che possiede una precisa individualità svanisce come una bolla di sapone.