16 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Malaria a Chivasso

Allarme malaria: due nuovi casi a Chivasso. Cos’è la malaria, sintomi e cure

Due nuovi casi di malaria a Chivasso: i giovani sono stati trasferiti all’ospedale di Asti e all’Amedeo di Savoia a Torino

Malaria a Chivasso
Malaria a Chivasso ( Shutterstock )

TORINO - Nuova paura per la malaria: questa volta i casi non si sono verificati in Trentino Alto Adige ma in Piemonte, a Chivasso (Torino). A essere colpiti, tuttavia, non sono stati residenti del nostro paese, bensì due giovani somali che si sono presentati al Pronto Soccorso nella serata del 30 dicembre. Le polemiche e i timori, tuttavia, non mancano: la patologia ha recentemente ucciso una bambina di soli 4 anni: Sofia Zago. Ma arrivano subito le rassicurazioni: non c’è alcun motivo per cui preoccuparsi.

La vicenda
I due ragazzi giovanissimi, sembrano essere arrivati da poco tempo proprio dalla Somalia. Sono giunti nel nostro paese per andare a trovare il padre in occasione delle feste natalizie. Ma qualcosa sembra essere andato storto e le loro condizioni (precarie) di salute, hanno spinto la famiglia a rivolgersi al Pronto Soccorso. Pare che una volta arrivati presso il nosocomio chierese, il personale sanitario non abbia avuto alcun dubbio: i ragazzi erano affetti da malaria.

Il trasferimento
Una volta accertata la condizione dei giovani somali, i medici hanno optato per un trasferimento presso l’ospedale di Asti e l’Amedeo di Savoia di Torino poco dopo essere stati sottoposti a profilassi. Per quanto riguarda i timori, invece, dall’Asl To4 assicurano che «non esiste alcun rischio di contagio».

Cos’è la malaria
Si tratta di una malattia infettiva provocata da un agente patogeno denominato Plasmodio: un parassita endemico di alcune zone del pianeta – specie quelle tropicali. Si stima che in tutto il mondo ogni anno si verifichino 500mila nuovi casi d’infezione, con decine di migliaia di viaggiatori infettati che sviluppano la malaria. I parassiti che causano la malaria sono principalmente di quattro tipi: Plasmodium falciparum, P. vivax, P. ovale e P. malariae.

Come si trasmette
La malattia si trasmette soltanto per mezzo di punture di zanzare femmine del tipo Anopheles che siano a loro volta state infettate. Questo tipo di zanzare, per il momento, sono endemiche solo in paesi come l’Africa America Centrale, Sud America e Asia. Il contagio avviene in seguito a una puntura che immette nel circolo sanguigno il parassita. Questo, inizialmente, infetta le cellule epatiche per poi intaccare i globuli rossi (ciclo eritrocitario). Di solito la trasmissione avviene nei periodi dell’anno in cui la temperatura è superiore ai 24 °C. Difficilmente la zanzara anopheles è presente quando la temperatura scende sotto i 18 °C. La malaria, infine, non può essere trasmessa da persona a persona.

Sintomi della malaria
All’inizio i sintomi possono facilmente essere confusi con quelli dell’influenza: febbre intermittente, brividi, dolori articolari, spossatezza, cefalea, sudorazione, manifestazioni gastroenteriche come nausea, diarrea, vomito, dolore addominale. Nella fase tardiva possono comparire la tipica ‘febbre terzana’ con eventi febbrili che si ripetono circa ogni 48 ore. Dopo si può presentare anche ittero con urine molto gialle. Negli individui sani, in molti casi la malaria si risolve da sé dopo circa due settimane.

Le cure per la malaria
Di norma viene utilizzato come trattamento standard la clorochina, tuttavia il parassita sembra essere diventato resistente all’azione dei farmaci. In sostituzione della clorochina, spesso, si utilizza il Chinino. Se le infezioni provocate da P. falciparum non vengano trattate in modo inadeguato potrebbe insorgere insufficienza renale, edema polmonare e ipertensione endocranica. In alternativa contro il Falciparum sembra essere attiva anche la doxiciclina. Un’ottima combinazione di famaci, invece, consiste nell’associazione tra la diaminopirimidina pirimetamina e il sulfamidico sulfadossina. Un’azione tempestiva con farmaci di nuova generazione può scongiurare il pericolo di complicanze e morte. Per questo motivo, qualora si sospetti una possibile infezione è fondamentale recarsi subito dal medico o in ospedale.