17 gennaio 2021
Aggiornato 03:00
Alberi luminosi

I Lampioni? Potrebbero non esistere più. Arrivano gli alberi che fanno luce naturalmente

Scienziati del MIT creano degli alberi che contengono nanoparticelle luminose: un giorno potrebbero sostituire i vecchi lampioni

Tutti noi ci immaginiamo un futuro migliore di quello che abbiamo a disposizione. Periodi in cui tutto sarà più semplice. La medicina, per esempio, si spera arrivi agli obiettivi prefissati specie per quanto riguarda patologie gravi come il cancro e infezioni fatali. D’altro canto è importante pensare anche all’ambiente: il territorio in cui viviamo fa la differenza quando si parla di benessere. Ecco perché alcuni scienziati hanno pensato a città più green grazie all’utilizzo di speciali vegetali in grado di illuminarsi. In questo modo i lampioni potrebbero essere per noi solo più un ricordo.

Alberi luminosi
Gli unici alberi luminosi che abbiamo visto nella nostra vita sono quelli addobbati con le luci di Natale. Ma alcuni ricercatori hanno dato via a delle piante vere che sono bioluminescenti. Per farlo, sono state iniettate delle nanoparticelle specializzate nelle foglie e queste hanno generato luce per diverse ore.

Come fa un albero ad accendersi?
La prova è stata condotta su foglie di crescione, ma può essere replicata su qualsiasi altro vegetale. Per rendere le piante luminescenti, gli scienziati hanno utilizzato la stessa identica sostanza chimica che si trova nelle lucciole. Questa appartiene alla classe degli enzimi ed è nota con il nome di luciferasi. Grazie a tale enzima, con una sola iniezione i ricercatori sono riusciti a produrre luce per 4 ore.

  • Sapevi che…?
    Le lucciole sono in grado di emettere luce attraverso una reazione chimica nella quale la luciferina viene convertita in ossiluciferina grazie all’azione dell'enzima luciferasi.

Una soluzione ecologica
L’illuminazione rappresenta circa il 20% del consumo energetico mondiale, poterla sostituire con soluzioni ecologiche potrebbe permettere di migliorare la qualità della vita del pianeta e dei suoi abitanti grazie a minori emissioni di CO2. Inoltre, grazie alla luciferasi, tutta l’energia immessa durante la reazione viene convertita rapidamente in luce. Quindi gli scienziati l’hanno classificata come una reazione altamente efficiente.

Merito degli scienziati del MIT
L’incredibile scoperta la si deve grazie agli ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) che hanno pensato di sfruttare l’enzima luciferasi per agire su una molecola chiamata luciferina allo scopo di emettere luce naturalmente. Per aiutare il processo è stata anche utilizzata un’altra molecola chiamata coenzima A, in grado di eliminare un sottoprodotto di reazione che, altrimenti, avrebbe inibito l’attività della luciferasi. Il tutto è stato racchiuso in nanoparticelle non tossiche per le piante.

Una pianta che funziona come una lampada
Durante il test gli scienziati sono così riusciti a dar vita a una pianta di crescione che potesse essere utilizzata come lampada da scrivania. A detta dei ricercatori, però, apportando altre modifiche la tecnologia potrebbe essere utilizzata per fornire luci sufficientemente efficienti per illuminare una stanza intera o un’intera strada, sostituendo i lampioni. «L’obiettivo è quella di realizzare un impianto che funzionerà come una lampada da scrivania, una lampada che non è necessario collegare alla corrente elettrica. Alla fine la luce è alimentata dal metabolismo energetico della pianta stessa. Il nostro lavoro apre molto seriamente la porta alla realizzazione di lampioni che non sono altro che alberi trattati con nanoparticelle e all'illuminazione indiretta intorno alle case», conclude Michael Strano, professore di ingegneria chimica al MIT e coordinatore dello studio.