27 maggio 2020
Aggiornato 18:30
Smog e ossa

Attenzione allo smog: le ossa rischiano di rompersi

Lo smog è pericoloso per la nostra salute: aumenta il rischio di allergie, problemi respiratori, cancro e danneggia le nostre ossa. Ecco la spiegazione degli scienziati

Smog e rischio fratture
Smog e rischio fratture Shutterstock

A quanto pare le nostre ossa sono a rischio per una grande moltitudine di problemi. Il primo è quello della mancanza di movimento. La nostra vita, esageratamente sedentaria, può infatti agire negativamente su tutto l’apparato muscoloscheletrico. D’altro canto anche un’alimentazione scorretta e, soprattutto, la ridottissima esposizione solare – essenziale per produrre vitamina D in maniera naturale – minano la salute delle nostre ossa. Alcuni scienziati, tuttavia, sono riusciti a dimostrare come lo smog possa essere anche molto più pericoloso. Ecco perché.

L’inquinamento favorisce l’osteoporosi
Secondo una recentissima ricerca pubblicata su The Lancet Planetary Health, il rischio frattura cresce con la maggior esposizione a fonti di inquinamento atmosferico. Sembra infatti che lo smog possa indebolire le ossa a tal punto da potersi fratturarsi per un nonnulla.

Riduzione della densità ossea
Lo studio, condotto da alcuni scienziati americani della Columbia University’s Mailman School of Public Health, è stato in grado di evidenziare come le particelle di aria inquinata che si depositano nei nostri tessuti possano provocare una perdita di densità ossea – una condizione che tutti sappiamo essere associata all’osteoporosi.

Modificazione ormonale
D’altro canto lo smog causa anche altri danni che mettono indirettamente a rischio il benessere dell’apparato scheletrico. In particolare sembra ridurre la concentrazione dell’ormone paratoideo, strettamente correlato con l’assorbimento di calcio e la mineralizzazione delle ossa.

Lo studio
Per arrivare a simili conclusioni, la ricerca è stata condotta in due tempi differenti. Nella prima fase dello studio sono state osservati più di nove milioni di ricoveri per fratture legate a indebolimento delle ossa. In questo frangente gli scienziati sono riusciti a evidenziare come il numero delle piccole particelle inquinanti (particolato fine intorno ai 2,5 pm2) era direttamente proporzionale con l’entità della riduzione della densità ossea.

La seconda fase dello studio
Durante la seconda fase dello studio, gli scienziati hanno preso in esame quasi settecento persone di mezza età e sono riusciti a trovare una relazione tra abitazione in aree inquinante e una minor densità ossea e ormone paratiroide. «Per decadi ricerche hanno documentato i rischi dell’inquinamento per la salute, dalle malattie cardiovascolari a quelle respiratorie, i tumori e i disturbi cognitivi questo studio aggiunge all’elenco dei rischi da inquinamento anche l’osteoporosi», ha concluso Andrea Baccarelli coordinatore dello studio. La ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista The Lancet Planetary Health.

[1] The Lancet - Association of air particulate pollution with bone loss over time and bone fracture risk: analysis of data from two independent studies - Diddier Prada, PhD, Jia Zhong, ScD, Elena Colicino, PhD, Antonella Zanobetti, PhD, Prof Joel Schwartz, PhD, Nicholas Dagincourt, MSc, Shona C Fang, PhD, Itai Kloog, PhD, Joseph M Zmuda, PhD, Prof Michael Holick, PhD, Prof Luis A Herrera, PhD, Prof Lifang Hou, PhD, Prof Francesca Dominici, PhD, Prof Benedetta Bartali, PhD'Correspondence information about the author Prof Benedetta BartaliEmail the author Prof Benedetta Bartali, Prof Andrea A Baccarelli, PhD'Correspondence information about the author Prof Andrea A Baccarelli

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