19 giugno 2019
Aggiornato 15:00
Inquinamento e malattie

Aria irrespirabile nelle città: solo 31 mq di verde a testa. Ma molti cittadini ne hanno addirittura meno

Le malattie da smog aumentano sempre più, ma i cittadini hanno sempre meno verde in città. La soluzione nelle piante mangia-smog

Smog e aria inquinata in città
Smog e aria inquinata in città ( Shutterstock )

Un’analisi condotta dalla Coldiretti rivela che le malattie causate dall’aria inquinata delle città è anche dovuto alla mancanza di verde. Gli alberi, infatti, sono gli unici elementi naturali che possono garantire la pulizia dell’aria, e dunque permetterci di respirare. Cosa non da poco, visto che se non si può più respirare si muore – e anche velocemente. A rendere più reale questa situazione sono proprio i milioni di morti al mondo causati ogni anno proprio dall’inquinamento.

Coldiretti, lo smog in città

A favorire lo smog nelle città – spiega la Coldiretti – è l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. Solo che in Italia ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano, e la situazione peggiora per le metropoli del Nord con valori che vanno dai 6,3 mq di Genova ai 17,9 di Milano, dai  22 di Torino fino ai 23,1 a Brescia e ai 29 metri quadrati a Bologna, mentre superiori alla media nazionale per esempio Padova con 40,9 mq.

L’indagine e i risultati

I dati allarmanti riportati sono il risultato di una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat in relazione al Rapporto ‘Qualita’ dell’Ambiente Urbano’ dell’Ispra, che analizza l’ambiente in 120 città e 14 aree metropolitane con le polveri sottili PM10 nel 2018 oltre il limite di legge giornaliero in 19 città italiane. Di queste, a fare da capofila con i superamenti c’è Brescia (87 giorni), seguita da Torino e Lodi (69 giorni). Nonostante solo poco più dell’8% dei comuni abbia approvato un piano per il verde – sottolinea la Coldiretti – di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato considerato che una pianta adulta – spiega la Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e 1 ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.

Le piante mangia-smog

Alcune varietà sono più adatte a combattere l’inquinamento e la Coldiretti ha stilato la prima top ten delle piante mangia smog, dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo che anche nel proprio giardino sono capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10, che ogni anno in Italia causano circa 80mila morti premature secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente. In questo contesto – conclude la Coldiretti – è positiva l’introduzione in manovra del ‘bonus verde’ con detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali.