27 maggio 2020
Aggiornato 18:00
Solitudine e salute

La solitudine fa male, è un killer silenzioso. La scoperta degli scienziati

Stare soli fa alla salute sia dal punto di vista fisico che mentale. Le ricerche scientifiche che indicano i rischi che corriamo ogni volta che ci dimentichiamo quanto siano importanti le relazioni sociali

La solitudine fa male alla salute
La solitudine fa male alla salute Shutterstock

La solitudine è un problema che interessa molte più persone di quante possiamo immaginare. E non si tratta solo di soggetti anziani - come sarebbe logico pensare - ma anche di persone giovanissime. Tra i ragazzini, infatti, sono molti gli episodi di discriminazione che portano i propri coetanei all’isolamento totale. Ma stare da soli non è affatto una condizione naturale per l’essere umano ed è per questo che si innescano tutta una serie di meccanismi che possono portare a seri problemi di salute. Ecco cosa accade a chi non ha sufficienti rapporti sociali.

Lo studio
Sulla solitudine sono stati condotti numerosi studi e difficilmente sono emersi vantaggi in situazioni simili. Che lo vogliamo o meno, l’essere umano è stato creato per stare insieme alle altre persone. Una recente ricerca, coordinata da un team di scienziati tedeschi, ha voluto approfondire l’argomento osservando più di quindicimila persone di età compresa fra i 35 e i 74 anni. Dai risultati è emerso che, a stare troppo tempo da soli, si rischia di incappare in seri problemi mentali.

Troppa ansia
Uno dei maggiori problemi derivanti dalla solitudine è l’ansia. «La solitudine crea significativi rischi in termini di salute mentale, sia per quanto riguarda la depressione, sia per quanto concerne il livello di ansia. La solitudine aumenta anche la probabilità di essere fumatori, un classico indicatore di uno stile di vita sbagliato. La ridotta qualità della salute mentale può poi essere causa di un maggior numero di visite dal medico, di ricoveri e di utilizzo di psicofarmaci. Presi nel loro complesso questi risultati danno un solido supporto alla convinzione che la solitudine dovrebbe essere considerata di per sé una significativa variabile di salute», spiega Manfred Beutel, coordinatore della ricerca del Department of Psychosomatic Medicine and Psychotherapy della Johannes Gutenberg University di Mainz.

Un cervello inquieto
Dello stesso avviso è Il dottor John Cacioppo, una delle più importanti autorità al mondo per quanto riguarda la solitudine. Secondo quanto è emerso dai suoi studi, quando si passa troppo tempo in solitudine il cervello innesca un meccanismo di iper-vigilanza. Ci significa che il soggetto è sempre sulla difensiva, in attesa che possa arrivare qualche minaccia sociale. La mentalità di un uomo solo è costellata da pensieri negativi e anche i problemi quotidiani diventano estremamente stressanti. Allo stesso tempo una persona solitaria potrebbe essere più irritabile, più impulsiva ed incline a declino cognitivo e depressione.

Rischio di demenza
Un altro studio, condotto da ricercatori olandesi, ha messo in evidenza come il rischio di demenza era nettamente aumentano nei soggetti che passavano troppo tempo senza relazionarsi con gli altri. Pare che le probabilità aumentino addirittura del 64%

Calo delle difese immunitarie
Sembra inoltre che la solitudine possa incidere notevolmente anche a livello fisico, provocando delle alterazioni del sistema immunitario. Secondo i risultati ottenuti da un psicologo di nome Stephen Suomi, la solitudine è persino in grado di modificare alcune geni. Per stabilirlo sono stati separati alcuni neonati dalla propria madre per i primi quattro mesi di vita e questo ha portato a un differente sviluppo genetico per quanto riguarda le difese immunitarie. Lo studio è stato confermato anche da altri ricercatori che hanno trovato un’associazione tra solitudine e maggior predisposizione a contrarre infezioni virali e batteriche, diabete, artrite, infiammazioni croniche e malattie cardiache. In sintesi, la solitudine aumenta il rischio di mortalità del 45 percento. Quindi l’ideale è trascorrere – ogni giorno – del tempo insieme ad amici o parenti. E anche se a volte ci fanno arrabbiare, in fin dei conti, ci permettono di migliorare la qualità e l’aspettativa di vita.

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