Malattie reumatiche

Malattie reumatiche, scatta l'allarme: si rischia il cancro

L’infiammazione tipica delle malattie reumatiche, se non ben controllata, potrebbe dar luogo a conseguenze ben più gravi come la formazione di varie forme tumorali o cancro. Ecco perché e l'importanza dei controlli.

Malattie reumatiche e tumori
Malattie reumatiche e tumori (Africa Studio | shutterstock.com)

TORINO - «Don’t Delay Connect Today», con questo slogan, scelto dall'European League Against Rheumatism (EULAR), si è aperta ieri la giornata mondiale contro le malattie reumatiche. Sono moltissime le novità emerse tra i vari convegni tenutosi in tutto il mondo. Tra queste anche la correlazione con la comparsa di alcune forme tumorali.

I vari tipi di malattie reumatiche
Secondo recenti stime, solo nel nostro paese, soffrono di malattie reumatiche quasi sei milioni di persone. A differenza di quanto si creda, però, tali patologie non comprendono solo artrosi e artrite reumatoide, bensì molti altri disturbi. Tra questi anche la sclerodermia, il lupus eritematoso sistemico, le poliomiositi, la sindrome di Raynaud e le connettiviti in genere. Le malattie reumatiche, infatti, possono essere sia autoimmuni che degenerative.

Rischio complicazioni
È importante non abbassare mai la guardia, soprattutto per ridurre al minimo il rischio di complicazioni, tra cui quelle tumorali. Ad asserirlo è Enrico Fusaro, Direttore della Reumatologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Il rischio pare essere determinato dall’eccesso di infiammazione che, se non tenuto sotto controllo, può causare anche patologie ben più gravi.

Un convegno a Torino
Da oggi partirà il V° convegno in reumatologia che si terrà nella sala congressuale dell’NH Torino Lingotto Tech, e terminerà sabato 14 ottobre. Tra le varie conseguenze da prendere in considerazione nei pazienti affetti da patologie reumatiche vi sono anche le neoplasie. «Aumentare la consapevolezza di tutti i cittadini sulle malattie reumatiche è importante: la diagnosi precoce, infatti, è lo strumento che più di tutti ci permette di intervenire tempestivamente sui meccanismi, che, se trascurati, possono degenerare anche in problematiche di tipo oncologico», ha dichiarato Fusaro attraverso un comunicato stampa.

Le credenze più diffuse
Soffrono di malattie reumatiche l’8,5% dei cittadini e solo in Piemonte ce ne sono 365.000, di cui quasi 200.000 a Torino. Senza considerare che «molto spesso, sono ammantate da falsi miti. Quello più in voga è che riguardino solo le persone avanti con gli anni, mentre sappiamo essere tanti i giovani che ne sono colpiti, compromettendo più o meno seriamente la loro vita lavorativa e di relazione. Un’altra credenza diffusa è che siano solo a carico delle articolazioni, ma anche questa è da sfatare: le malattie reumatiche sono sistemiche, interessano tutto l’organismo e non solo una parte del corpo, e possono avere più comorbilità, ossia complicanze dovute ad altre malattie correlate alle prime».

Evitare il fai da te
Purtroppo è molto diffuso, negli ultimi anni, il fenomeno del fai da te ed è così che molti dolori vengono spenti facilmente con l’utilizzo di un antinfiammatorio senza che vi sia stato un precedente consulto medico. Questo, secondo gli esperti, è un errore gravissimo perché si possono nascondere sintomi importanti e sottovalutare la situazione, permettendo così alla malattia di progredire nel tempo. «Avere una diagnosi precoce consente di agire tempestivamente con i farmaci sulle infiammazioni, riducendo così sia i rischi a carico delle articolazioni e, nel caso delle connettiviti quali il Lupus, anche delle complicanze sugli organi interni. Spegnendo poi l'attività infiammatoria si abbassa il rischio di molte complicazioni, tra cui quelle tumorali», continua Fusaro.

La prevenzione
«Con queste malattie autoimmuni e infiammatorie, purtroppo, non possiamo parlare di una vera e propria prevenzione. Possiamo, certo, suggerire di adottare uno stile di vita sano, che comprenda un’alimentazione adeguata ed una regolare attività fisica e sottolineare ancora una volta che attendere che si risolvano non è una scelta saggia», conclude Fusaro.