Resistenza batterica

La resistenza agli antibiotici sta devastando l’Europa avvertono l’ECDC e l’EFSA

Un report dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e dell'EFSA avverte della minaccia che incombe sull'Europa a causa della resistenza batterica agli antibiotici. Dopo l’allarme degli urologi e degli scienziati americani non c’è più tempo da perdere

La resistenza batterica minaccia l'umanità
La resistenza batterica minaccia l'umanità (Chaikom | shutterstock.com)

ROMA – Batteri sempre più resistenti, tanto che non esiste praticamente più una cura che possa debellarli. Anche gli antibiotici più potenti depongono le armi di fronte a questo nemico che pare divenuto invincibile. E così le morti per infezioni incurabili si moltiplicano di giorno in giorno. Non è soltanto un’emergenza sanitaria mondiale, ma sempre più anche europea e italiana. Qualche giorno fa sia gli urologi italiani che gli scienziati americani hanno lanciato l’allarme per le infezioni resistenti e la diffusione di un altro batterio killer super resistente. Ora anche l’ECDC (l’European Centre for Disease Prevention and Control) e l’EFSA hanno pubblicato una relazione in cui si evidenzia come i casi di resistenza agli antibiotici siano in drammatico aumento nell’Unione Europea.

Non solo umani
La resistenza batterica non interessa soltanto gli esseri umani, ma come scritto nel rapporto, riguarda anche gli animali. Specie quelli di allevamento, che poi ci ritroviamo sulle nostre tavole pieni di antibiotici e che, alla fine, assumiamo insieme alla carne favorendo così ancora di più la resistenza. E se dovessimo mai sviluppare un’infezione saremmo in serio pericolo.

La resistenza batterica
Tra i diversi e ormai noti casi di resistenza, c’è la resistenza alla ciprofloxacina, un antimicrobico o antibiotico che è di importanza fondamentale per il trattamento delle infezioni umane, che continua a essere molto elevata nel Campylobacter, si legge nella relazione. Questo, di fatto, riduce le opzioni per un trattamento efficace delle infezioni gravi. Oltre a questo, continuano a diffondersi senza sosta in Europa i batteri Salmonella resistenti a molti antibiotici.
In definitiva i batteri negli esseri umani, nei cibi e negli animali continuano a mostrare resistenza agli antimicrobici più diffusi, riporta l’ultima relazione sulla resistenza dei batteri zoonotici in Europa. Nel rapporto, si legge che è stata trovata una maggiore e diffusa resistenza all’antibiotico colistina sia nella Salmonella che nell’Escherichia coli tra pollame allevato nell’UE. «Questo è preoccupante perché significa che questo farmaco, che l’ultima risorsa, potrebbe presto non essere più efficace per trattare le gravi infezioni umane da Salmonella», ha dichiarato Mike Catchpole, Chief Scientist ECDC.

Differenze regionali
Sebbene siano ormai accertati e dimostrati drammatici elevati livelli di resistenza batterica in tutta Europa, secondo il rapporto ci sono notevoli differenze regionali. A questo proposito sono stati rilevati e osservati livelli più elevati di resistenza antimicrobica nell’Europa orientale e meridionale. «Nell’Europa settentrionale – ha commentato Marta Hugas, responsabile dell’Unità per i pericoli biologici e contaminanti dell’EFSA – c’è una minore resistenza nei batteri del pollame, in particolare nei Paesi con scarso uso di antimicrobici negli animali». Gli scienziati avvertono che se non si inverte la rotta nell’uso – o meglio nell’abuso – degli antibiotici sarà davvero un’apocalisse. Pensare che utilizzare sempre più in modo massiccio questi fermaci per contenere le epidemie infettive negli animali non ci tocchi è un grave errore, poiché, come detto, dall’animale la resistenza passa poi all’uomo, con conseguenze gravissime. Sarebbe forse il caso di rivedere le politiche sugli allevamenti intensivi, sempre a rischio malattie infettive, perché di fronte alla salute e alla vita delle persone non dovrebbero prevalere gli interessi economici che spingono ad allevare sempre più animali in condizioni improponibili. Meglio meno animali, ma più sani.