15 luglio 2020
Aggiornato 13:00
Piante velenose, il colchicum

Colchico autunnale, il falso zafferano che può uccidere. Le cose da sapere

Il Colchicum autumnale L., detto anche falso zafferano, o zafferano bastardo è una bella piantina in genere di colore violetto simile alla nota spezia. Solo che contiene alcaloidi molto tossici come la colchicina e può uccidere

Colchico o falso zafferano, è velenoso
Colchico o falso zafferano, è velenoso Shutterstock

Il Colchico autunnale, detto anche falso zafferano o zafferano bastardo è una piantina che appartiene alla famiglia delle Liliaceae (Colchicum autumnale L), assomiglia molto al più famoso zafferano, tuttavia nonostante la somiglianza le due piantine appartengono a famiglie diverse. Spesso scambiato per la nota spezia, un po’ come per i funghi, nella stagione autunnale sala alla ribalta delle cronache per i casi di avvelenamento. Non tutti infatti si rendono conto che il colchico non è una pianta commestibile, e facilmente lo scambiano per zafferano.

Attenzione ai pistilli
La prima cosa da osservare con attenzione quando ci si imbatte in una di queste piantine di colore dal rosa al lilla (, per non scambiarla per zafferano, è quella di controllare il numero degli stami – di solito di colore giallo-ocra proprio come quelli dello zafferano. Solo che a differenza di quest’ultimo che ne ha 3, il colchico in genere ne ha 6.

La piantina di colchico
Il colchico autunnale inizia già a svilupparsi in primavera, ma il fiore di solito compare dal mese di settembre in poi. Il frutto contiene i semi e di solito misura dai 3 ai 5 centimetri. Come detto presenta 6 stami, e tre stili che sporgono dal tubo singolarmente. Il fiore è piuttosto attraente, ma nasconde delle insidie. Cresce spontaneo nei prati e nel sottobosco, soprattutto nelle regioni del Nord, tuttavia è diffuso in quasi tutta la Penisola.

Il veleno nascosto nel colchico
Il colchico autunnale è in tutto e per tutto una pianta velenosa. Lo è per via della presenza di alcaloidi particolarmente tossici. Tra questi i principali sono la colchicina, che si trova nel rivestimento dei semi, l’inulina, la colchiceina e altri alcaloidi che sono invece concentrati nel bulbo.

L’ingestione pericolosa e i sintomi
Chi non conosce la pianta spesso è indotto in errore e tentato di utilizzare gli stami come se fossero zafferano. L’ingestione della pianta o di sue parti, tuttavia può provocare grave intossicazione o avvelenamento.
I sintomi più comuni sono dolori addominali, vomito e diarrea con anche sangue, paralisi respiratoria e ipotermia, rallentamento dei battiti cardiaci e aritmie cardiache. La colchicina è molto tossica e risulta mortale anche per l’uomo. I sintomi possono esordire anche diversi giorni dopo l’ingestione. Nel caso, bisogna subito ricorrere alle cure mediche recandosi immediatamente al Pronto Soccorso o rivolgersi a un Centro Antiveleni.
Poiché il colchico può essere mangiato da animali da pascolo come pecore e capre, può capitare che il loro latte sia contaminato, e diviene pericoloso assumere questo latte o i prodotti derivati come per esempio i formaggi.

Curiosità sul colchico
Il nome colchico deriva dal greco Kolchis, idos = Colchide, che è un’antica regione della Valle del Caucaso (oggi si chiama Georgia) presso il Mar Nero. Qui pare che la piantina crescesse in abbondanza. Nella medicina popolare le sostanze in esso contenute erano, con molta attenzione, utilizzate nella cura della gotta, per liberarsi dei vermi intestinali e come sedativo del sistema nervoso.