Rischio cardiovascolare dalle e-cig

Sigarette elettroniche: irrigidiscono le arterie e minacciano il cuore

Le e-cig contenenti nicotina sono state collegate all'aumento di ben 3 volte del rischio di attacco cardiaco (o infarto) e ictus. L’uso farebbe indurire le arterie, aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca

Le sigarette elettroniche aumentano il rischio di infarto e ictus
Le sigarette elettroniche aumentano il rischio di infarto e ictus (Oleggg | shutterstock.com)

MILANO – Uno studio presentato in occasione dell’European Respiratory Society International Congress (ERS) che si tiene a Milano dal 9 al 13 settembre 2017, ha confermato che l’uso di sigarette elettroniche contenenti nicotina fa aumentare di ben 3 volte il rischio di infarto del miocardio (o attacco di cuore) e ictus, come suggerito da un altro recente studio. Tutto questo sarebbe una conseguenza dell’aumento di rigidità delle arterie (o arteriosclerosi), dell’aumento della pressione arteriosa (o ipertensione) e della frequenza cardiaca.

La sicurezza delle e-cig è messa in discussione
Ad aver condotto e presentato lo studio è stato il dottor Magnus Lundbäck, il quale ha ricordato al congresso che «Il numero degli utenti di sigarette elettroniche è aumentato notevolmente negli ultimi anni. L’industria della sigaretta elettronica commercializza il proprio prodotto come un modo per ridurre i danni del tabacco e aiutare le persone a smettere di fumare sigarette. Tuttavia, la sicurezza delle sigarette elettroniche è messa in discussione e un crescente numero di prove suggerisce diversi effetti negativi per la salute».

Come si sono svolti i test
Lo studio ha visto il coinvolgimento di 15 giovani volontari in buona salute con età media di 26 anni, di cui il 59% era di sesso femminile e il 41% maschile. Prima dello studio i partecipanti fumavano di rado o non avevano utilizzato sigarette elettroniche.
Il dottor Lundbäck, responsabile di ricerca clinica presso l’Ospedale Danderyd del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia) e colleghi hanno diviso a random i partecipanti, invitandoli a fumare le sigarette elettroniche contenenti nicotina per 30 minuti un giorno e poi sigarette elettroniche senza nicotina un altro giorno. Durante i giorni di test, i ricercatori hanno misurato la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la rigidità arteriosa subito dopo aver fumato le sigarette elettroniche e poi due e quattro ore dopo.

Cosa accade alla frequenza cardiaca e alla pressione
I risultati dei test hanno rivelato che nei primi 30 minuti dopo aver usato le sigarette elettroniche contenenti la nicotina, vi è stato un significativo aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della rigidità arteriosa. Al contrario nessun effetto si è osservato sulla frequenza cardiaca e sulla rigidità arteriosa nei volontari che avevano fumato sigarette elettroniche senza nicotina. «I risultati sono preliminari – ha commentato il dottor Lundbäck – ma in questo studio abbiamo riscontrato un significativo aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna nei volontari esposti a sigarette elettroniche contenenti la nicotina. La rigidità arteriosa è aumentata di circa tre volte in coloro che sono stati esposti alle sigarette elettroniche contenenti nicotina rispetto al gruppo senza nicotina».

La responsabile è la nicotina
A essere dunque responsabile di questi effetti sarebbe la nicotina contenuta nelle e-cig. «L’immediato aumento della rigidità arteriosa che abbiamo osservato è probabilmente da attribuire alla nicotina – ha sottolineato Lundbäck – L’aumento è stato temporaneo, ma gli stessi effetti temporanei sulla rigidità arteriosa sono stati dimostrati anche dopo l’uso di sigarette convenzionali. Le sigarette elettroniche con nicotina possono causare effetti permanenti e a lungo termine sulla rigidità arteriosa. A oggi non sono stati studiati gli effetti a lungo termine sulla rigidità arteriosa a seguito dell’esposizione cronica delle sigarette elettroniche. È molto importante – prosegue il dottor Lundbäck –  che i risultati di questo e di altri studi raggiungano il grande pubblico e gli operatori sanitari che operano nell’assistenza sanitaria preventiva, per esempio nella cessazione del fumo. I nostri risultati sottolineano la necessità di mantenere un atteggiamento critico e prudente nei confronti delle e-cig , soprattutto per gli operatori sanitari. Gli utenti di sigarette elettroniche dovrebbero essere consapevoli dei pericoli potenziali di questo prodotto, in modo che possano decidere se continuare o smettere basandosi su fatti scientifici».

La parte del marketing
Spesso gli obiettivi del marketing si scontrano contro i reali bisogni delle persone, per cui una cosa presentata come alternativa non è detto lo sia davvero. «Le campagne di marketing dell’industria delle sigarette elettroniche mirano sono indirizzate ai fumatori di sigarette e offrono un prodotto per la cessazione del fumo – fa notare Lundbäck – Tuttavia, diversi studi che hanno investigato sulla sigaretta elettronica come mezzo per la cessazione del fumo mostrano che vi è un elevato rischio di doppio uso, dove le persone usano sia le sigarette elettroniche che le sigarette convenzionali. Inoltre, l’industria delle sigarette elettroniche si rivolge anche ai non fumatori, con disegni e sapori che hanno appeal su una grande folla, anche sui più giovani, e che portano a un rischio di dipendenza da nicotina per tutta la vita. L’industria delle sigarette elettroniche si sta espandendo su scala globale. Alcuni calcoli suggeriscono che solo negli Stati Uniti l’industria delle sigarette elettroniche supererà l’industria delle sigarette convenzionali nei prossimi anni». Nell’Unione Europea, secondo uno studio[1] del 2016, l’uso di sigarette elettroniche è passato dal 7,2% del 2012 all’11,6% del 2014.

Promuovere studi indipendenti
Quando si tratta di prodotti da commercializzare o già commercializzati, il problema di certi studi è che sono intaccati da quelli che vengono chiamati ‘conflitti di interesse’ o bias. In questo caso sono per esempio le stesse industrie che finanziano lo studio per poter in qualche modo ‘addolcire’ i risultati a proprio favore. Per questo, il dottor Lundbäck auspica che siano condotto studi su più larga scala, ma indipendenti. Per garantire una correttezza nei risultati. «Pertanto, conclude Lundbäck – la nostra ricerca coinvolge una popolazione molto grande e i nostri risultati possono prevenire problemi futuri di salute per un numero enorme di persone. È di fondamentale importanza studiare ulteriormente i possibili effetti a lungo termine dell’utilizzo quotidiano di sigarette tramite studi che sono finanziati indipendentemente dall’industria delle sigarette elettroniche». Intanto il dottor Lundbäck e colleghi continuano a studiare gli effetti delle sigarette elettroniche sui vasi sanguigni e sulle funzioni polmonari negli esseri umani, oltre a svolgere studi in laboratorio sugli effetti del vapore e del liquido delle e-cig sulle colture cellulari.

[1] ‘Two-year trends and predictors of e-cigarette use in 27 European Union member states’, Filippidis FT, Laverty AA, Gerovasili V, et al. Tob Control 2017;26:98-104.