20 giugno 2024
Aggiornato 11:00
Sbadiglio contagioso

Sbadiglio: ecco perché è contagioso. Ma è anche una prova di intelligenza

Scoperta la sede cerebrale in cui «scatta» il contagio da sbadiglio. Ma in realtà è anche una prova di intelligenza. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati

Lo sbadiglio è contagiosp
Lo sbadiglio è contagiosp Foto: Shutterstock

Riuscite a evitare di sbadigliare quando vedete qualcuno accanto a voi che lo sta facendo? Non c’è dubbio sul fatto che la maggior parte di voi non riuscirebbe. Anzi, è molto probabile che inzi una lunga serie di sbadigli, dando l’impressione di trovarsi in uno dei momenti più noiosi della propria vita. Ma tentare di reprimerlo non serve a niente. Ecco perché.

Riflessi primitivi
Alcuni ricercatori inglesi hanno voluto andar a fondo questa storia: chiunque veda un’altra persona sbadigliare non riesce a fare a meno di emularla. Pare, tuttavia che il problema risieda dalla notte dei tempi perché coinvolge un’area cerebrale abbastanza primitività: la corteccia motoria. Ma non siamo gli unici esseri a farlo, questo ecofenomeno – ovvero l’imitazione involontaria di parole o azioni – coinvolge anche alcuni animali come lo scimpanzé, il gatto e il cane.

Malattie correlate
Secondo quanto è emerso dalla ricerca condotta dagli scienziati dell’università di Nottingham e pubblicata su Current Biology, la scoperta dei ricercatori potrebbe avere interessanti applicazioni in alcune malattie. Tra queste l’epilessia, l’autismo, alcune forme di demenza e la sindrome di Tourette. Questo perché si tratta di un impulso automatico (ecofenomeno) che viene scatenato anche per questo genere di patologie. «Il nostro studio è utile per capire meglio l’associazione tra l’eccitabilità, la sensibilità motoria e il presentarsi degli ecofenomeni anche in molte malattie», spiega Stephen Jackson, coordinatore dello studio. Fino a ieri, infatti, le azioni involontarie avevano una base neurologica completamente sconosciuta. Ora gli scienziati hanno comunque un punto di partenza: la corteccia motoria.

Lo studio
Per arrivare a tali conclusioni, gli studiosi hanno usato una tecnica di stimolazione transcranica su 36 volontari, mostrando loro alcuni video con adulti che sbadigliavano. I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo poteva sbadigliare tranquillamente quando ne sentiva il bisogno, mentre il secondo doveva cercare di reprimerlo.

Più lo reprimi peggio è
Grazie alla stimolazione transcranica gli scienziati potevano aumentare l’impulso a sbadigliare. «Il desiderio cresce, man mano che si cerca di reprimerlo. Con la stimolazione elettrica abbiamo aumentato l’eccitabilità e la propensione allo sbadiglio contagioso. In chi ha la sindrome di Tourette, se possiamo ridurre l’eccitabilità della corteccia ad esempio, si possono diminuire i tic», spiega Georgina Jackson, neuropsicologa cognitiva. «Se possiamo capire come le alterazioni dell’eccitabilità della corteccia del cervello portano ai disordini neurologici, possiamo anche annullarle. Stiamo cercando di sviluppare una terapia non farmacologica e personalizzata, attraverso la stimolazione magnetica transcranica per modulare questi squilibri nelle reti del cervello», conclude Stephen Jackson.

Più sbadigli più sei intelligente
Lo sbadiglio pare anche essere una prova di intelligenza. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della State University of New York di Oneonta. In particolare l’ampiezza dello sbadiglio sarebbe direttamente collegata a un cervello più performante. Più spalanchi la bocca, quindi, più sei un cervellone. Secondo i risultati pubblicati su Biology Letters e condotti su molti tipi di animali, tra cui i cani, gli elefanti, i gatti, i conigli e -ovviamente – l’essere umano, chi fa sbadigli molto ampi si aggiudica il titolo di genio. Il motivo? Pare che gli sbadigli siano direttamente collegati al volume della materia grigia.  «E’ ipotizzabile – spiega il dottor Andrew Gallup – che gli individui che sbadigliano spalancando di più la bocca siano dotati di più materia grigia rispetto ai loro simili. Da qui la maggiore intelligenza, ma serviranno altri studi per confermare questa ipotesi».

Ma le donne sbadigliano di più
D’altro canto pare che le donne siano più a rischio contagio rispetto agli uomini. Lo asserisce un recente studio della durata di cinque anni e pubblicato sulla rivista Open Science della Royal Society. In questo lasso di tempo, i ricercatori hanno passato il tempo a osservare di nascosto più di mille attacchi di sbadiglio nelle persone in diverse situazioni: nelle stazioni dei treni, in aeroporti e per strada. Secondo la dott.ssa Elisabetta Palagi e colleghi, le donne hanno maggiori probabilità di essere contagiate dagli sbadigli degli altri perché sono più empatiche e in sintonia con le emozioni altrui. Per arrivare a definire «da contagio» uno sbadiglio, hanno sottolineato i ricercatori, questo doveva avvenire entro massimo tre minuti dal primo.