14 novembre 2018
Aggiornato 00:00

Chirurgia: i robot sostituiranno i medici. Già 4 milioni di operazioni nel mondo

I robot chirurgici sono ormai diffusi in tutto il mondo. L’Italia è al secondo posto come numero di operazioni in Europa. Ecco cosa possono fare e dove trovarli
Robot chirurgici
Robot chirurgici (Shutterstock.com)

Non pensiate che stiamo parlando dell’ultima novità in medicina: i robot chirurgici sono all’opera da ben 18 anni e dal 1999 hanno già eseguito ben quattro milioni di operazioni in tutto il mondo. Va da sé che con il passare del tempo la tecnologia e la precisione è notevolmente migliorata. Ma i medici non verranno soppiantati del tutto, a guidarli è ancora necessaria la mano umana.

Le operazioni in Italia
Le operazioni robotizzate sono aumentate vistosamente a partire dal 2009, con un incremento del 10% annuo fino al 2015. Solo nel nostro paese – si legge sul sito dell’Ansa – si calcolano tra le 12.000 e le 15.000 procedure di chirurgia robotiche. Con il più alto numero di interventi effettuati nella regione Toscana. Con questi dati siamo quasi in pole position tra i paesi europei, secondi solo alla Francia. Mentre il record mondiale, per ora, lo detengono gli Stati Uniti d’America.

Il festival internazionale di robotica
Fra pochi giorni, dal 7 al 13 settembre, ci sarà un focus sulla chirurgia robotica promosso – come è logico pensare – dal comune di Pisa. Più precisamente dalla Fondazione Arpa, dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna e dal Centro di Ricerca E. Piaggio.

Interventi molto complessi
La scelta verte su un robot chirurgico a causa dell’estrema precisione con cui può effettuare le operazioni. Le mani umane, per natura, non potrebbe fare altrettanto. «Più precisione, più sicurezza, minori invasività e minor trauma anche per interventi molto complessi come i cardiotoracici e trapiantologici. Sono queste le parole chiave per descrivere il processo in atto in ambito chirurgico, un cambiamento che non è molto conosciuto ma che vede, in particolare, la Toscana a livelli di eccellenza, e nel servizio pubblico sanitario», spiega Franca Melfi, chirurgo toracico e professore associato presso il Dam, Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell'Area Critica dell'Università di Pisa. «Con il professor Franco Mosca abbiamo voluto portare al festival le eccellenze del settore a livello mondiale. Abbiamo pensato a questo evento come un'opportunità per il mondo scientifico, perché ogni anno possa essere una occasione per un confronto continuo, una sorta di appuntamento scientifico tra i vari professionisti del settore per iniziare percorsi comuni e progetti per collaborazioni internazionali», conclude Melfi.

I robot in Italia
Uno dei Robot più diffusi in Italia è il Da Vinci. Il modello più evoluto si trova all’Ospedale Humanitas, dove i medici operano grazie all’aiuto del Robot Xi. Come al Niguarda di Milano può essere utilizzato per l’asportazione della prostata. Inoltre il Da Vinci è sfruttato dall’Istituto Europeo di Oncologia e all’Ospedale Maggiore di Milano. Ma si possono ottenere operazioni di tale precisione anche all’Ospedale Villa Sofia di Palermo, all’Ospedale Giglio di Cefalù e presso la casa di cura GretterLucina. Mentre a Bari c’è il Policlinico Giovanni XXIII e, sempre in Puglia, gli Ospedali Riuniti di Foggia e la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. A Napoli, dal 2012 viene utilizzato dall’Ospedale Cardarelli, dal Federico II e dall’Ospedale dei Colli.