20 ottobre 2021
Aggiornato 14:30
Dopo il caso Adele - Ecstasy

Numeri shock per l’uso e le morti da metanfetamine ed Ecstasy. Suicidi, violenze, danni irreparabili al cuore

Dopo il caso della morte di Adele De Vincenzi, uno studio mostra che è raddoppiato negli ultimi 6 anni il numero di morti per l’uso di metanfetamine ed Ecstasy. L’uso spinge a suicidi violenti, distrugge il cuore e devasta gli organi vitali

SYDNEY – Le autorità sanitarie australiane lanciano l’allarme: le metanfetamine uccidono sempre più. E non solo in Australia ma anche nel mondo. Secondo i dati del National Drug and Alcohol Research Center si è di fronte a una vera e propria crisi di sanità pubblica, con un numero di decessi raddoppiato negli ultimi 6 anni. Uno studio mostra la devastazione a livello mentale e fisico che causano questo tipo di droghe sintetiche.

Un elevato tasso di mortalità
Il prof. Shane Darke e colleghi del National Drug and Alcohol Research Center hanno condotto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Addiction. I ricercatori hanno analizzato le morti di 1.649 persone legate alle droghe illecite avvenute tra il 2009 e il 2015, scoprendo che per queste vi è un tasso di mortalità fino a 6 volte superiore a quello della popolazione generale. «Io ho occasionalmente avuto modo di sentire chi affermava che la portata del problema delle metamfetamine è stata esagerata – ha spiegato il prof. Darke – ma ritengo che i molti casi identificati in questi sette anni dimostrano invece che abbiamo un grosso problema».

Cause ‘naturali’
I ricercatori hanno scoperto il pericolo nascosto nell’uso, anche modesto di metanfetamine. Nel 22% dei casi le cause ‘naturali’ di morte in seguito all’assunzione (come detto anche minime dosi) si metanfetamine erano arresto cardiaco (infarto) o ictus. Sono anche stati trovati danni in generale a tutti gli organi vitali. «Molti utilizzatori potrebbero non essere a conoscenza del fatto che la malattia cardiaca è un fattore importante nella morte correlata alla metamfetamina», ha sottolineato Darke. Altri dati raccolti mostrano che quasi la metà degli utilizzatori di metanfetamine è morta per overdose, mentre sono aumentati i casi di suicidio e di morti violente, incidenti e altri fattori ‘casuali’. L’uso di metanfetamine causa, tra gli altri, una forte intolleranza al caldo, tanto che per la persona diviene insopportabile e non riesce ad adattarsi, sottolineano gli scienziati. Le persone hanno anche difficoltà a respirare. «Anche una piccola quantità può ucciderti e può causare un attacco cardiaco», avvertono i ricercatori. Ma il dato più sconcertante è stato l’elevato numero di suicidi: le metanfetamine tolgono le inibizioni e inducono ad atti aggressivi, impulsivi e violenti – non sol nei confronti di altri ma anche di se stessi.

Tassi di morte sempre più elevati
I tassi di morte per l’uso di metanfetamine sono saliti in modo esponenziale e drammatico, fanno notare i ricercatori. Tassi che non miglioreranno senza una maggiore consapevolezza. «Ma ci sono anche impatti a lungo termine – ricorda il professor Darke – Anche se una persona smette di utilizzare metamfetamine oggi, ci ritroveremo con un certo numero di individui con gravi danni ai loro cuori». I dati raccolti, secondo i ricercatori rappresentano soltanto la punta dell’iceberg. «Penso che questo problema sia un qualcosa i cui effetti si sentiranno per decenni a venire», conclude Darke.