La medicina dei sani sale in cattedra

Troppi italiani ignorano le regole fondamentali per evitare i tumori

Al campus L. Einaudi di Torino il Convegno nazionale promosso dalla Fondazione Insieme contro il Cancro: «così prepariamo le prossime generazioni a praticare la prevenzione»

Insegnare la prevenzione alle nuove generazioni
Insegnare la prevenzione alle nuove generazioni (Stokkete | shutterstock.com)

TORINO – «Troppi italiani ignorano le regole fondamentali per evitare i tumori». Con questo assunto del prof. Giorgio Scagliotti (Direttore Dipartimento Oncologia Università di Torino) parte la terza tappa di ‘Prevenzione e Stili di Vita Sani nelle Università’, un progetto promosso dalla Fondazione Insieme contro il Cancro. Il tour si svolgerà in dieci Atenei italiani per insegnare ai ragazzi delle Scuole Superiori, ai futuri camici bianchi, agli studenti dell’università di Torino e al personale di UNITO più in generale la ‘medicina dei sani’ e la prevenzione primaria, secondaria e terziaria dei tumori.

L’appuntamento
Il primo appuntamento è fissato per il prossimo 11 maggio presso l’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi (dalle 9.30 alle 16.00). Per l’occasione, centinaia di studenti e il personale dell’Università potranno vivere una giornata dedicata alla prevenzione. «Ancora troppi italiani ignorano le regole fondamentali per evitare l’insorgenza delle neoplasie e di altre patologie croniche – sottolinea il prof. Giorgio Scagliotti direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torin – Infatti un adulto su tre è completamente sedentario, il 22% fuma regolarmente, il 36% è in sovrappeso e il 15% beve troppo alcol. Con questa nuova campagna vogliamo sviluppare un percorso di formazione nell’Istituzione deputata a questo ruolo: l’Università. Oggi infatti – prosegue Scagliotti – agli studenti universitari (e a quelli di Medicina, in particolare) non sempre vengono forniti gli strumenti necessari per comprendere l’impatto di uno stile di vita sano sul benessere della persona».

Incontri di grande valore formativo e sociale
L’intero progetto gode del patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In ogni tappa sono organizzati eventi formativi, lezioni frontali e distribuiti agli studenti dispense con una selezione di pubblicazioni scientifiche tratte dalle più importanti e prestigiose riviste mediche. «Apprezzo e condivido pienamente incontri con questo grande valore formativo e sociale – commenta il prof. Gianmaria Ajani Rettore Università di Torino – così come ritengo che l’Università sia il luogo ideale per iniziative di questo genere perché qui sussiste un nesso inscindibile tra formazione, diffusione della conoscenza e tutela della salute».

Promuovere corretti stili di vita
«Quotidianamente lo sport universitario è in prima linea per promuovere i corretti stili di vita e i benefici dell’attività fisica come ‘farmaco a costo zero’», sottolinea il dott. Riccardo D’Elicio presidente del CUS Torino, co-promotore dell’iniziativa. Secondo le ultime stime, nel 2016 nel nostro Paese saranno diagnosticati complessivamente più di 365mila nuovi casi di tumore. Ogni giorno circa quindi 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore. «Grazie alla ricerca scientifica, dalla fine degli anni Settanta a oggi è raddoppiata la percentuale di pazienti che riescono a sconfiggere il cancro – aggiunge Silvia Novello, professoressa di Oncologia Medica all’Università di Torino – Tuttavia l’aumento dell’età media porterà a un sempre maggior numero di nuovi casi, soprattutto in un Paese particolarmente anziano come l’Italia. La prevenzione resta quindi un’arma imprescindibile e fondamentale. Dobbiamo incentivarla e diffonderla il più possibile, sia nella popolazione che tra il personale medico. Con questo tour diverse centinaia di studenti universitari avranno l’opportunità di seguire lezioni svolte da oncologi di fama internazionale».

L’importanza dello screening
La lotta contro le neoplasie passa anche dall’adesione ai programmi di screening, fondamentali per una diagnosi precoce della malattia. «Gli ultimi dati evidenziano alcuni miglioramenti – fa notare Massimo Aglietta, professore di Oncologia all’Università di Torino e Direttore della Divisione di Oncologia Medica dell’IRCC di Candiolo – Nel 2015, rispetto all’anno precedente, il numero di italiani invitati a sottoporsi a mammografia, ricerca sangue occulto nelle feci e Pap test è cresciuto di un milione. 300mila esami in più sono stati invece realmente svolti dai cittadini. Restano tuttavia profonde differenze tra i risultati registrati nelle regioni del Centro Nord e quelle del Sud. Solo il 23% dei calabresi svolge il test del sangue occulto nelle feci, mentre nella provincia di Trento viene eseguito dal 73% degli abitanti. Da ultimo, non va dimenticata la prevenzione terziaria. E’ infatti dimostrato scientificamente che condurre stili di vita sani evita nei pazienti oncologici la ricomparsa della malattia. Dobbiamo preparare i giovani medici anche su questo aspetto». «Se si considera l’impatto dei tumori in Europa e nel resto del mondo, è difficile pensare che il ‘problema cancro’ sia poco rilevante, sia in termini epidemiologici che finanziari – conclude il prof. Francesco Cognetti Presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro – Oggi nel nostro Paese non possiamo più parlare di male incurabile, ma serve maggior impegno da parte delle Istituzioni sul fronte della prevenzione».