24 ottobre 2020
Aggiornato 20:01
Società

Le bufale del Web: gli additivi tossici in merendine e caramelle

Attribuita al Centro Antitumori di Aviano, la bufala che circola su Internet sulle merendine, bibite e gelati tossici e cancerogeni. Una disinformazione pericolosa che può allarmare inutilmente i consumatori. L’avvertimento di Altroconsumo

La paura fa spesso da traino alle azioni più assurde. Ed è proprio quello che può capitare alle persone che si fanno prendere dai timori dopo aver letto un documento allarmistico circa merendine, bibite e gelati tossici e cancerogeni, che è stato falsamente spacciato per essere stato redatto dal Centro Antitumori di Aviano. Ecco perché si tratta di una bufala che è tornata a circolare sul web.

Attraversa i Social
La bufala sulla tossicità e cancerogenicità di alcuni alimenti sta nuovamente circolando non solo su Internet in generale, ma anche nei Social. Secondo un’indagine condotta da Altroconsumo, negli ultimi tempi sarà capitato a molti di trovare sulla propria bacheca di Facebook o Twitter un documento attribuito al Centro Antitumori di Aviano (PN). Questo presunto documento è composto di un fitto elenco di alimenti che sarebbero ritenuti tossici e cancerogeni. Si va dalle merendine, alle caramelle, e poi gli sciroppi, le bibite, i gelati e così via. Una bufala che era già comparsa qualche anno fa, ma che qualche ‘buontempone’ ha ritirato fuori dal cassetto. L’invito a far circolare la notizia è esplicito: «a difesa della Vostra e dell’altrui salute».

Un falso, non c’è dubbio
Che sia un falso non c’è dubbio. E lo stesso Istituto Nazionale Tumori CRO di Aviano fa sapere di non aver mai diffuso la lista e di aver avviato azioni legali a tutela della propria immagine. La lista di alimenti e degli additivi è incompleta e contiene dei veri e propri errori, spiegano da Altroconsumo. Per esempio, «mancano tutti gli additivi successivi all’E 475 (basti pensare che l’ultimo è l’E 1521). Gli additivi riportati sono catalogati come coloranti, ma così non è. Per citare solo alcuni esempi, l’E 200 è un conservante; l’E 402 è un addensante e l’E 320 è un antiossidante. L’elenco contiene anche additivi che non esistono e che quindi non sono utilizzabili dall’industria alimentare (E 103, E 105, E 106, E 230 e molti altri). Quello che viene catalogato come più pericoloso, l’E 330, altro non è che l’acido citrico, impiegato come antiossidante e regolatore di acidità, naturalmente presente in diversi alimenti come il limone.

Gli additivi sono pericolosi?
E’ vero, nel finto documento ci sono numerosi e grossolani errori. Ma gli additivi, in generale, sono pericolosi? Possiamo subito dire che qualsiasi sostanza aggiunta a un alimento, che sia per così dire ‘in più’ e non naturalmente presente altera in qualche modo l’alimento stesso. Se poi questa alterazione sia in positivo o in negativo dipende dalla sostanza aggiunta. Nel caso, per esempio, di alimenti che necessitano di essere conservati per un lungo periodo, poi la scelta spesso è obbligata. Sebbene ci siano additivi ritenuti innocui, ve ne sono alcuni che gli stessi scienziati ritengono in dubbio o potenzialmente pericolosi. In linea di massima, più un alimento e privo di additivi meglio è – su questo non c’è dubbio. Ma da qui a scatenare allarmismo ce ne passa. Gli esperti di Altroconsumo ricordano tuttavia che «alcuni additivi possono causare reazioni allergiche di gravita variabile, soprattutto nelle persone più vulnerabili. Altri, invece, possono essere correlati a manifestazioni di iperattività nei bambini o sono sospettati di avere potenziali effetti cancerogeni. Per questo motivo la nostra posizione non è sempre positiva per tutti gli additivi».

Meglio freschi
Dovendo decidere per la propria salute è indubbio che la preferenza deve sempre andare agli alimenti freschi e di stagione. È chiaro che, in questo caso, l’impiego di additivi è ridotto al minimo o del tutto assente. In caso di dubbi è sempre meglio leggere le etichette dei prodotti che si andranno ad acquistare, ma non lasciamoci prendere dalle paure ingiustificate.