La barba è salutare: protegge dalle infezioni
La rivincita dei barboni, o hipster, sugli uomini rasati. Chi si rasa è portatore di batteri patogeni come quelli resistenti agli antibiotici o MRSA. Nella barba, invece, ci sono batteri buoni che potrebbero sconfiggerli.
LONDRA ─ La barba è amica della salute e nemica dei batteri resistenti agli antibiotici. Ecco quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato sul Journal of Hospital Infection, che riabilita i barboni e gli amanti dello stile hipster, qualche tempo fa accusati di ospitare orde di microbi. I germi cattivi, invece, si trovano sul viso di chi si rade.
Nuovi antibiotici?
Secondo i ricercatori dell’University College di Londra, i batteri ospitati nella barba sono meglio di quelli ospitati sulla pelle di chi si rasa. In particolare, dai primi si potrebbero addirittura sviluppare nuovi antibiotici contro i batteri resistenti.
I tamponi non mentono
Lo studio ha analizzato i tamponi per il test sui batteri presi da 408 soggetti maschi con e senza barba. Gli esami hanno rivelato che gli uomini rasati avevano oltre tre volte più probabilità di essere portatori sulle guance del batterio Stafilococco auerus meticillino-resistente (MRSA) rispetto agli uomini barbuti. In più, gli sbarbati avevano anche più del 10 per cento maggiori probabilità di avere colonie di Staphylococcus aureus sui loro volti.
Un temibile batterio
Lo Stafilococco aureus è un diffuso batterio che causa infezioni anche gravi delle vie respiratorie, della pelle e intossicazione alimentare. La presenza di questo germe, in particolare sul viso di chi si rade, secondo i ricercatori potrebbe essere dovuta alle microabrasioni causate dalla rasatura «che può portare alla colonizzazione e alla proliferazione batterica. In generale ─ si legge nel rapporto ─ la colonizzazione è simile negli operatori sanitari di sesso maschile con e senza peli sul viso, però alcune specie di batteri erano più frequenti negli uomini senza la barba».
Contro i batteri resistenti
Quella dei batteri resistenti agli antibiotici, come per esempio l’MRSA, è una piaga a livello mondiale che sta assumendo proporzioni allarmanti (oltre 700mila morti l’anno). Per questo i ricercatori sono da tempo alla ricerca di una soluzione. Questa, potrebbe dunque arrivare dalla barba e i suoi abitanti. Il microbiologo Adam Roberts ha infatti trovato che tra gli oltre 100 batteri, trovati nei campioni di barba, ve ne era uno capace di uccidere i batteri resistenti. I test condotti contro una forma di Escherichia coli, responsabile di infezioni urinarie, sono stati positivi e il batterio è stato debellato. Per questo motivo, gli scienziati ritengono che dalla barba potrebbero arrivare le risorse per sviluppare nuovi ed efficaci antibiotici.
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