5 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Mode e tendenze pericolose

Tatuaggi e piercing, grave rischio salute per i giovani

Gli sconcertarti dati di una ricerca italiana presentati oggi al congresso Sigr di Roma

ROMA – Solo il 17% dei giovani sottoposti a tatuaggi firma un consenso informato e il 24% presenta complicazioni infettive. Ma i rischi possono essere anche molto più gravi. Tutti i dati della ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata su 2.500 studenti.

Adolescenti troppo sicuri di sé
Dal sondaggio condotto durante la ricerca è emerso che più della metà dei giovani sottoposti a tatuaggi sono certi della sterilità e sicurezza degli strumenti utilizzati. Ma la realtà sembra essere molto diversa. Sono molti, infatti, i tatuaggi eseguiti in locali non certificati e privi delle norme igieniche obbligatorie. Non mancano neppure attrezzature artigianali inadeguate e rischio di contagio dal virus dell’epatite B e C o, peggio, dell’HIV.

Reazioni indesiderate
Un altro aspetto che gli adolescenti non considerano, è che chi pratica i tatuaggi spesso inocula nella cute sostanze tossiche o a rischio allergie. «Se l’80% dei ragazzi ha affermato di essere a conoscenza dei rischi d’infezione, solo il 5% è informato correttamente sulle malattie che possono essere trasmesse – spiega la dott.ssa Carla Di Stefano, autrice dell’indagine e ricercatrice all’Università di Tor Vergata – Eppure il 27% del campione ha dichiarato di avere almeno un piercing, il 20% sfoggia un tatuaggio e sono ancora di più gli «aspiranti»: il 20% degli intervistati ha dichiarato l’intenzione di farsi un piercing e il 32% di ornare la pelle con un tatuaggio».

Riconoscere i sintomi
Se si è entrati in contatto con il virus dell’epatite, non sempre ci si accorge immediatamente. Ma in alcuni casi il danno può diventare permanente causando problemi cronici al fegato. Inizialmente il virus si manifesta in maniera molto simile a un’influenza, ma con il tempo si può arrivare a una cirrosi epatica o, ancora peggio, a una cicatrizzazione del fegato.

La maglia nera assegnata all’Italia
La cirrosi è una piaga tutta italiana. Infatti, se la media europea si aggira intorno allo 0,1%, nel nostro Paese si arriva al 3%. Il che equivale a oltre 1 milione di persone affette dalla forma cronica. Tutto ciò è causa di morte di 15mila persone ogni anno. Secondo un recentissimo studio denominato Association of tattooing and hepatitis C virus infection: a multicenter case control study, tra i rischi più alti di contagio c’è proprio il riutilizzo dell’inchiostro per tatuaggi. Il virus presente negli aghi e nell’inchiostro sembra sia in grado di sopravvivere un mese nell’anestetico.

La fantasia dell’improvvisazione
Non solo piercing e tatuaggi vengono improvvisati da principianti ma, secondo recedenti studi, gli strumenti utilizzati lasciano molto a desiderare: corde di chitarra, graffette e aghi da cucito. È dunque importante che vi siano controlli, ma anche informazione tra gli adolescenti che devono evitare di rivolgersi a strutture temporanee – come quelle estive vicino alle località balneari – o non a norma.