31 ottobre 2020
Aggiornato 09:00
Attenti al sole

Tumori della pelle, parola d'ordine: prevenzione

Screening della pelle parlamentari per sensibilizzare popolazione: «L'incidenza del melanoma, il cancro cutaneo più conosciuto e terza diagnosi di carcinoma più frequente sopra i 45 anni»

ROMA - Il sole può provocare danni molto seri alla nostra pelle, fino a causare tumori. Se ne è discusso mercoledì a Montecitorio nel corso di una conferenza stampa durante la quale sono emersi dati allarmanti: il numero di casi di neoplasie della pelle è in continua crescita in tutti i Paesi del mondo, inclusa l'Italia. Con una incidenza annuale stimata intorno ai 40-140 casi ogni 100.000 abitanti, nel nostro Paese i tumori non melanoma, ovvero quelli più diffusi e anche meno conosciuti, rappresentano il 20% di tutti i tipi di tumori. In particolare, quando si parla di forme non melanoma ci si riferisce alla cheratosi attinica, al carcinoma basocellulare e al carcinoma squamocellulare. Ed ecco che per sensibilizzare i cittadini, le Istituzioni ed il Servizio Sanitario Nazionale sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori cutanei, Euromelanoma, in collaborazione con la Camera dei Deputati e SIDeMaST, ha indetto una giornata di informazione sui tumori della pelle, con uno screening diretto ai parlamentari.

Secondo quanto si legge dalle pagine del dossier «I numeri del cancro in Italia 2014» (AIOM-AIRTUM), per quanto riguarda i carcinomi della cute si stima che ogni anno vengano diagnosticati orientativamente circa 70.000 casi, 40.000 nei maschi e 30.000 nelle femmine. «L'incidenza del melanoma, il cancro cutaneo più conosciuto e terza diagnosi di carcinoma più frequente sopra i 45 anni - ha sottolineato Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma - è quasi triplicata in poco meno di un ventennio mentre i tumori non melanoma, meno aggressivi e conosciuti, ma molto più diffusi, rappresentano il 20% di tutti i tipi di tumori. In particolare, quando si parla di tumori della pelle non melanoma ci si riferisce alla cheratosi attinica, al carcinoma basocellulare e al carcinoma squamocellulare. L'età più a rischio per l'insorgenza di questi tumori - ha proseguito la Peris - è quella tra i 40 e gli 80 anni; sono più frequenti negli uomini e si localizzano principalmente nelle aree fotoesposte: viso, cuoio capelluto, collo e braccia. La parola d'ordine quindi è oggi più che mai, prevenzione. Fondamentale è anche lo screening, che prevede l'esame clinico e dermatoscopico effettuato da uno specialista dermatologo».

I tumori della pelle non melanoma sono dunque i tumori più diffusi, dieci volte più frequenti rispetto al melanoma che rimane comunque il più pericoloso. E' bene, dunque, eseguire periodicamente un'autovalutazione della propria pelle per verificare la eventuale comparsa di macchie sospette e, soprattutto d'estate, non soprassedere aspettando l'autunno per farsi controllare da un esperto, ma rivolgersi immediatamente ad uno specialista dermatologo di ospedali e ASL per un check up ed eventualmente per iniziare una terapia. Oggi, infatti, i tumori della pelle non melanoma come la cheratosi attinica possono essere sconfitti rapidamente e senza conseguenze negative, permettendo a tutti i pazienti di tornare ad avere una pelle sana.