16 novembre 2018
Aggiornato 16:30

Attenzione a questo farmaco per cuore e pressione: rischio tumore alla pelle

Un noto farmaco per ridurre la pressione arteriosa e gli edemi è stato fortemente associato alla comparsa di cancro alla pelle. La nota dell’AIFA
Idroclorotiazide potrebbe causare tumori alla pelle
Idroclorotiazide potrebbe causare tumori alla pelle (Maryna Pleshkun | Shutterstock)

Un noto principio attivo, contenuto in molti farmaci per il controllo della pressione, degli edemi e dell’insufficienza cardiaca, potrebbe mettere a rischio di cancro cutaneo non melanoma. A lanciare l’allarme per l’idroclorotiazide sono stati i titolari dell'Autorizzazione all'Immissione in Commercio (AIC) dei prodotti, in accordo con l'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). La sostanza si trova in decine di medicinali e il pericolo è stato rilevato da recenti studi scientifici.

In associazione con il Valsartan
I farmaci a base di idroclorotiazide (HCTZ) hanno evidenziato un aumentato rischio di tumore cutaneo non melanoma come il carcinoma a cellule basali e a cellulare squamose. Il rischio sembra aumentare all’esposizione di dosi cumulative e crescenti. Purtroppo, tale farmaco spesso viene prescritto in associazione con il valsartan un farmaco recentemente ritirato dal mercato a causa della presenza di sostanze cancerogene (N-nitrosodimetilamina NDMA) contenute in alcuni lotti prodotti nei siti di Chuannan, Duqiao, Linai (Cina).

Gli studi
Due studi, condotti recentemente in Danimarca, hanno evidenziato un’associazione dose-dipendente positiva tra l’uso di idroclorotiazide e la comparsa del carcinoma a cellule basali e squamose. Il problema deriverebbe dal fatto che il farmaco in questione sensibilizza un individuo in maniera eccessiva alla luce. In questo modo aumenta il rischio di sviluppare tumori cutanei.

Cosa fare?
La prima cosa da fare è quella di rivolgersi al proprio medico curante e chiedere di verificare eventuali lesioni cutanee sospette. Inoltre, per chi fosse costretto ad assumere comunque il medicinale, è essenziale che limiti il più possibile l’esposizione solare e ai raggi UV o, nel caso, usare apposite protezioni per ridurre il rischio di cancro alla pelle. Indubbiamente tutte le persone che hanno già avuto tumori alla pelle dovrebbero chiedere consiglio al medico curante prima di continuare la cura con l’idroclorotiazide.

I consigli dell’AIFA e delle autorità regolatorie
I pazienti che assumono HCTZ da solo o in associazione con altri farmaci devono essere informati del rischio di tumori cutanei e devono essere avvisati della necessità di controllare regolarmente la loro cute per identificare eventuali nuove lesioni o modifiche di quelle esistenti e a segnalare al medico ogni lesione cutanea sospetta.

Le lesioni cutanee sospette devono essere esaminate includendo possibilmente esami istologici di biopsie.

I pazienti devono essere avvertiti circa la limitazione dell'esposizione alla luce solare e ai raggi UV e devono utilizzare una protezione adeguata quando esposti alla luce solare e ai raggi UV, per ridurre al minimo il rischio di cancro della pelle.

L'uso di HCTZ deve essere attentamente valutato in pazienti che hanno avuto un precedente tumore della cute.

I rischi del farmaco
Alcuni studi hanno rilevato alcuni danni tipici indotti dall’uso costante di HCTZ: un potente fotosensibilizzatore, associato a reazioni cutanee fototossiche, fotoallergiche e alla comparsa del lupus. Il farmaco ha aumentato il danno al DNA indotto dai raggi UVA e l'incidenza di carcinoma a cellule squamose del labbro fino a sette volte in più.

I risultati
L'associazione tra il farmaco e i tumori cutanei è drammatica secondo quanto rilevato dallo studio. Ecco alcuni risultati ottenuti:

L'uso elevato di HCTZ (≥ 50.000 mg) ha aumentato i rapporti di probabilità di carcinoma a cellule squamose cutanee (SCC) e carcinoma a cellule basali (BBC) di 1,29 e 3,98, rispettivamente.

I pazienti con la più alta esposizione a HCTZ (> 200.000 mg) hanno mostrato un aumento dei rapporti di probabilità di 1.54 (BCC) e 7.38 (SCC).

A sostegno di una relazione causa-effetto, l'esposizione a HCTZ e i tumori cutanei non melanoma (NMSC) hanno mostrato una relazione dose-risposta.

La percentuale di tumori cutanei attribuibili all'utilizzo di HCTZ era del 9% per cSCC e dello 0,6% per BCC.

HCTZ ha mostrato la più forte associazione con i tumori della pelle su siti fortemente esposti al sole, come gli arti inferiori (rispetto al tronco).

I soggetti più giovani (7lt, età 50 anni) hanno mostrato la più grande associazione tra uso di HCTZ, BCC (OR, 1.91) e cSCC (OR, 42.85).

Nessuna associazione è stata trovata tra i tumori cutanei e l’esposizione ad altri farmaci antipertensivi.

Alto rischio nei soggetti giovani
Gli studi hanno evidenziato anche un dato piuttosto allarmante: i soggetti giovani che assumo l’HCTZ hanno mostrato un aumento di rischio di contrarre il cancro alla pelle 40 volte superiore. Tuttavia, «non è stato possibile confrontare il comportamento del tumore rispetto alle metastasi e ai tassi di mortalità. Ma questi risultati sollevano un'enorme bandiera rossa. I pazienti che assumono HCTZ devono essere sottoposti a screening per SCC e BCC e, se fattibile, a quelli con una storia di cancro della pelle e / o fattori di rischio (fototipo cutaneo leggero, immunosoppressione, una forte storia familiare di cancro della pelle) dovrebbero essere offerti agenti antiipertensivi alternativi. Gli studi futuri dovrebbero anche considerare se altri farmaci fotosensibilizzanti pongono un simile aumento del rischio di NMSC». Il documento originale, contenente tutta la lista con i farmaci a rischio è visibile a questo link.

Fonti scientifiche

[1] Hydrochlorothiazide and Skin Cancer: Raise the Red Flag - Graeme M. Lipper, MD – MedScape

[2] Hydrochlorothiazide enhances UVA-induced DNA damage. Photochem Photobiol.  2013; 89(3):649-54 (ISSN: 1751-1097) Kunisada M; Masaki T; Ono R; Morinaga H; Nakano E; Yogianti F; Okunishi K; Sugiyama H; Nishigori C

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