10 dicembre 2019
Aggiornato 00:00
Quando la musica viene dal cuore

Beethoven, la sua musica ispirata dal cuore

Uno nuovo studio suggerisce che i ritmi presenti nelle opere del compositore tedesco erano ispirati dai battiti del cuore

WASHINGTON – Quando la musica viene dal cuore. Secondo una suggestiva ipotesi dei ricercatori Usa, Ludwig Van Beethoven potrebbe aver letteralmente seguito il ritmo del suo muscolo cardiaco nel comporre alcuni tra i più grandi capolavori musicali di tutti i tempi.

LA PASSIONE SI SENTE – Ascoltando le composizioni del grande musicista non si può non emozionarsi e sentire la passione che le anima. È il caso del quinto movimento del quartetto per archi numero 13 in Si bemolle maggiore – Opus 130, o «Cavatina», un brano che faceva commuovere lo stesso Beethoven. Ma la stessa cosa si può sperimentare con molti altri suoi brani: per esempio la Piano Sonata n.14 in Do minore (Op. 27, n.2 – Moonlight), che fa venire i brividi.

LO STUDIO DEL CUORE – Lo studio che suggerisce come Beethoven possa aver seguito il proprio cuore nel comporre è stato pubblicato sulla rivista Perspectives in Biology and Medicine. Condotto da un team di ricercatori dell’Università del Michigan e di Washington, includeva un cardiologo, uno storico della medicina e un musicologo. Secondo quanto ipotizzato dagli scienziati i ritmi presenti in alcune delle più famose opere del compositore potrebbero essere stati ispirati dal battito cardiaco, cosa che è possibile rilevare notando un «andamento irregolare». Questo sarebbe un chiaro segno dell’aritmia cardiaca di cui soffriva Beethoven.

MUSICA ACCORATA – «La musica di Beethoven è sia metaforicamente che fisicamente accorata – spiega Joel Howell, professore di Medicina Interna dell’Università del Michigan e coautore dello studio – Quando il cuore batte in modo irregolare a causa di alcune malattie cardiache, lo fa in alcuni schemi prevedibili. Crediamo di aver riscontrato alcuni di quegli stessi modelli nella sua musica».