28 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Studio statunitense

Vivere in montagna fa bene al cuore

L'abbassamento del livello di ossigeno attiva alcuni geni coinvolti nel modo in cui il cuore mette in funzione i muscoli, e può innescare la formazione di nuovi vasi sanguigni

NEW YORK - Le persone che vivono in montagna hanno minori probabilità di morire di ischemia cardiaca e tendono a vivere più a lungo: è quanto emerge da uno studio statunitense realizzato dalla University of Colorado School of Medicine in collaborazione con la Harvard School of Global Health. Dallo studio è emerso che, rispetto a coloro che vivono al livello del mare, gli uomini che vivono a duemila metri hanno una vita più lunga di 1,2-3,6 anni e le donne di 0,5-2,5 anni. Due le motivazioni che potrebbero essere alla base del meccanismo virtuoso, spiegano i ricercatori: l'abbassamento del livello di ossigeno attiva alcuni geni coinvolti nel modo in cui il cuore mette in funzione i muscoli, e può innescare la formazione di nuovi vasi sanguigni che creano nuove autostrade per il sangue verso il cuore».

VITAMINA D - Un'altra spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che ad alta quota l'aumento della radiazione solare aiuta il corpo a sintetizzare meglio la vitamina D, che ha dimostrato di avere effetti benefici sul cuore e contro alcuni tipi di cancro. «Vivere in un ambiente con minore ossigeno come sulle nostre montagne aiuta a ridurre il rischio di morire di malattie cardiache - spiega Benjamin Honigman, che ha supervisionato lo studio. Ciò potrebbe aiutarci a sviluppare nuovi trattamenti clinici per la cura di queste patologie». Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health.