12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Lo rivela lo studio PREMIER

Ipertensione: il killer silenzioso

Come sconfiggerla in 18 mesi senza trattamenti farmacologici

Si tranquillizzino quanti hanno scoperto di essere ipertesi. Lo studio PREMIER, pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, ha dimostrato che in 18 mesi possono sconfiggere l’alta pressione, a condizione che cambino il loro stile di vita. Va detto però che non si accorgono di avere valori alti circa dieci milioni di italiani colpiti da questa condizione pericolosa per la salute perché col tempo può danneggiare cervello, cuore e reni quando è sopra i 140 millimetri di mercurio con la massima e sopra gli 85 con la minima. Tanto che viene definita killer silenzioso proprio perché non dà segni della sua presenza se non raramente. Ce ne vuole prima che dia palpitazioni, vertigini, cefalee, stanchezza e nervosismo.

Bisogna sapere che la pressione varia di battito in battito: le misure forniscono in realtà solo una stima. Ai soggetti cui dovesse risultare alta si consiglia di misurarla più volte anche nel corso di una stessa visita e magari a distanza di qualche giorno per avere una diagnosi corretta poiché ci può essere stato anche un transitorio innalzamento dovuto, per esempio ad un’emozione nonché al brusco cambiamento di temperatura. Bisogna poi far caso all’ora in cui la pressione viene misurata perché si sa che i valori sono più alti di giorno che di notte. Se negli anziani 3 misurazioni sono, nella gran parte dei casi sufficienti a stabilire se sono affetti da ipertensione che necessita di trattamento, nei giovani i risultati di tre misurazioni appaiono invece fuorvianti. Solo il 20% delle donne e e il 30% degli uomini al di sotto dei 35 anni considerati ipertesi da curare in base a tre misurazioni, risultano effettivamente tali. Ciò significa che i comuni rilevamenti della pressione in persone al di sotto dei 35 anni non consentono di diagnosticare correttamente un’ipertensione che deve essere curata. Ma intendiamoci, dopo i risultati dello studio Premier la pressione alta non deve preoccupare.

In i18 mesi apportando una serie di cambiamenti allo stile di vita, si riesce a tenerla sotto controllo e a far diminuire significativamente i rischi di patologie croniche.I ricercatori del National Heart, Lung, and Blood Institute (NHLBI) dei National Institutes of Health hanno preso in esame un totale di 810 uomini e donne over 25 con diagnosi di preipertensione (pressione media 120-139/80-89) e ipertensione di stadio 1 (140-159/90-95) non trattati farmacologicamente.I pazienti sono stati divisi in 3 gruppi, dei quali 1 di controllo. I pazienti negli altri 2 gruppi sono stati coinvolti in 18 incontri nei primi 6 mesi (14 di gruppo e 4 individuali) e 15 incontri nei successivi 12 mesi (12 di gruppo e 3 individuali). Ai pazienti di uno di questi gruppi è stata anche fornita una consulenza dietologica denominata DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) basata su un’alimentazione a base di frutta, verdura, latticini magri e in generale a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo alimentare. A tutti i pazienti sono stati forniti degli obiettivi per quanto riguardava peso corporeo ed attività fisica, e dei vincoli rigidi nella quantità di sodio e di alcol da assumere quotidianamente. I pazienti selezionati nel gruppo di controllo hanno invece ricevuto soltanto poche raccomandazioni standard sul controllo della pressione sanguigna al momento dell’arruolamento nello studio e 6 mesi dopo. Il numero di pazienti con ipertensione è diminuito significativamente in tutti e tre i gruppi, ma gli interventi comportamentali hanno contribuito a ridurre in modo statisticamente significativo peso, consumo di grassi, consumo di sodio.

«Lo studio PREMIER dimostra che i pazienti con preipertensione o ipertensione di stadio 1 sono in grado di modificare il proprio stile di vita e di ottenere già un significativo miglioramento della loro condizione senza nessuna terapia farmacologica», spiega Eva Obarzanek, nutrizionista e co-autore dello studio. «I tassi di controllo dell'ipertensione registrati nello studio PREMIER sono persino migliori di queli tipicamente riscontrati con una monoterapia contro l'ipertensione», conclude William A. Vollmer del Kaiser Permanente Center for Health Research. Come i medici ripetono continuamente l’ipertensione si può tenere sotto controllo, dunque, modificando i comportamenti sbagliati come mangiare troppo salato. Il sale trattiene i liquidi e quindi assorbe parte dell’acqua che si trova nel sangue rendendolo meno fluido. Cosicché il cuore è costretto a lavorare di più per pompare il sangue denso e la pressione sanguigna aumenta. Da evitare, poi, per i soggetti a rischio, i cibi in scatola, i precotti, le salse, i dadi, i piatti pronti che possono contenere quantità notevoli di sale. Va dato l’addio ai formaggi stagionati, alla pasta all’uovo ripiena, alle uova fritte, ai pesci grassi come l’anguilla, il capitone e il tonno sott’olio, al latte intero, agli alcolici. Vanno pressoché aboliti gli insaccati e gli affettati. Insomma bisognerebbe cambiare lo stile di vita tenendo conto che il fumo, la sedentarietà e l’obesità sono tutti fattori di rischio per chi soffre di pressione alta. Perdere dieci chili di peso significa ridurre la pressione minima di almeno 5-7 mmHg. Vanno inoltre controllati i valori di glucosio nel sangue. Il colesterolo nei soggetti a rischio deve essere meno di 200 mg per decilitro altrimenti si possono formare placche nelle arterie.