30 luglio 2021
Aggiornato 03:30

Identificata una proteina coinvolta nell’enfisema polmonare

Uno studio della School of Medicine dell’Università di Pittsburgh, pubblicato su Journal of Biological Chemistry

Uno studio della School of Medicine dell’Università di Pittsburgh, pubblicato su Journal of Biological Chemistry, indica che il blocco dell’attività di una proteina strutturale, denominata caveolin-1, arresta l’invecchiamento indotto dai radicali liberi e il danneggiamento dei fibroblasti in modelli animali di enfisema. Tra le principali cause d’insorgenza di questa nota patologia, il fumo di sigaretta ricopre una posizione di particolare rilievo, accelerando la distruzione delle pareti alveolari di cui è composto il tessuto polmonare e portando alla carenza respiratoria.

«In precedenza si riteneva che l’infiammazione polmonare indotta dal fumo di sigaretta fosse la causa principale della distruzione degli alveoli» – ha commentato Ferruccio Galbiati, Ph.D., professore associato di farmacologia e biologia chimica alla Pitt School of Medicine. «Secondo le nostre ricerche, invece, i radicali liberi o gli ossidanti prodotti dal fumo accelerano l’invecchiamento dei fibroblasti polmonari contribuendo alla patogenesi dell’enfisema. Le cellule infatti non possono replicarsi all’infinito: dopo un certo numero di replicazioni, il processo si interrompe per il naturale invecchiamento cellulare. Lo stress ossidativo, ovvero l’aumento della produzione di radicali liberi indotta dal fumo può invece indurre prematuramente questo processo».

Nello studio, condotto su modelli animali, topi sani hanno mostrato segni di invecchiamento precoce dei fibroblasti polmonari dopo 6 settimane di esposizione al fumo da sigaretta, ed enfisema dopo 6 mesi. Al contrario l’invecchiamento prematuro e l’enfisema indotto dall’esposizione al fumo risultavano invece inibiti in topi nei quali era assente il gene che codifica per la proteina caveolin-1. La ricerca proseguirà al fine di identificare farmaci in grado di ridurre i livelli di caveolin-1 per analizzarne l’effetto sullo sviluppo dell’enfisema. Questo studio potrà aprire le porte alla scoperta di nuovi farmaci in grado di rallentare o addirittura prevenire anche altre tipologie di danno polmonare indotte dal fumo.