16 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
A seguito dei recenti focolai del batterio Clostridium difficile in vari paesi europei

L'ECDC richiede una revisione delle misure di controllo delle infezioni

Questa revisione è stata proposta in una relazione dell'ECDC dal titolo: «Misure di controllo delle infezioni per limitare la diffusione del Clostridium difficile»

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha raccomandato di effettuare una revisione accurata delle misure di controllo delle infezioni a seguito dei recenti focolai del batterio Clostridium difficile in vari paesi europei.

Questa revisione è stata proposta in una relazione dell'ECDC dal titolo «Infection control measures to limit the spread of Clostridium difficile» (misure di controllo delle infezioni per limitare la diffusione del Clostridium difficile). Lo studio è stato condotto da un gruppo di eminenti scienziati europei che lavorano per conto dell'ECDC. Avevano il compito di analizzare i protocolli esistenti e produrre raccomandazioni sulle misure di controllo delle infezioni per limitare la diffusione del C. difficile.

Lo scorso giugno sono stati denunciati diversi casi di Clostridium difficile in Europa: queste denunce hanno rivelato la comparsa e la diffusione di nuovi ceppi ipervirulenti. Uno di questi ceppi, il più comune osservato, era il cosiddetto ribotipo PCR 027, trovato negli ospedali e nelle case di riposo in Europa. Questi focolai del ribotipo PCR 027 hanno causato anche il decesso delle persone infette. I sintomi notati dai pazienti includono una diarrea grave, che a volte provoca una grave infiammazione dell'intestino.

Parlando dell'impatto di questa relazione, Zsuzsanna Jakab, direttore dell'ECDC, ha commentato: «La relazione sulle misure di controllo delle infezioni per limitare la diffusione del Clostridium difficile è stata stimolata dall'aumento dell'incidenza del Clostridium difficile in diversi istituti e paesi in Europa. L'EDCD ha riconosciuto questa nuova malattia emergente ed ha intrapreso diverse azioni per informare tutti gli Stati Membri dell'UE.»

L'ECDC è un'agenzia UE che ha il compito specifico di identificare, valutare e comunicare le minacce alla salute dell'uomo rappresentate dalle malattie infettive.

I focolai di infezioni come quella del C. difficile sono difficili, ma non impossibili, da controllare. La diffusione si può gestire e mettere sotto controllo combinando delle rigide misure di controllo delle infezioni con l'uso adeguato degli antibiotici.

«Attualmente l'ECDC sta finanziando uno studio di controllo paneuropeo per stimare l'incidenza del Clostridium difficile acquisito in ospedale e in comunità. I risultati saranno disponibili nel 2009,» ha spiegato Zsuzsanna Jakab. «Stiamo anche fornendo dati alla Commissione Europea, che sta sviluppando una proposta politica sulla sicurezza dei pazienti in Europa.»

La raccomandazione finale della relazione è che tutti gli Stati Membri dell'UE dovrebbero essere consapevoli della presenza del Clostridium difficile nelle strutture sanitarie e dovrebbero prestare particolare attenzione al ribotipo PCR 027. Per prevenire la diffusione del batterio, è necessario implementare le linee guida basate sulle prove. Queste combinano diagnosi precoce, controllo, formazione del personale, precauzioni di isolamento appropriate, igiene delle mani, uso di indumenti protettivi, bonifica ambientale e pulizia della strumentazione medica, una buona gestione degli antibiotici e misure specifiche durante i focolai.

Il batterio si può trasmettere da paziente a paziente attraverso le mani contaminate degli operatori sanitari o tramite contaminazione ambientale. Si stima che sia presente nell'intestino del 3% degli adulti sani e non causa malattie, anche se è la causa principale di diarrea nelle strutture sanitarie, soprattutto tra i pazienti anziani, ed è legato all'uso di antibiotici.