19 gennaio 2022
Aggiornato 08:01
Corsa al Quirinale

Maria Elena Boschi dà ragione a Matteo Salvini: «Lavoriamo insieme per un nome condiviso»

La capogruppo di Italia Viva alla Camera: «Se Renzi dialoga con Salvini si grida allo scandalo, se Letta e Meloni fanno un incontro al mese va tutto bene». La Russa: «Berlusconi è la nostra prima scelta»

Maria Elena Boschi
Maria Elena Boschi ANSA

E' «corretto» il metodo indicato dalla Lega per la scelta del prossimo presidente della Repubblica ed è «giusto» che Matteo Salvini «coordini un lavoro di tutte le forze politiche per una candidatura che ottenga il consenso più ampio». Così Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, fa il punto in un'intervista a Repubblica sull'elezione del successore di Sergio Mattarella al Quirinale.

«La Lega - osserva Boschi - ha indicato un metodo, secondo me corretto. Salvini infatti ritiene necessario coordinare un lavoro comune di tutte le forze politiche. Ovviamente, non significa che la Lega da' le carte ma significa che tutti - con pari dignità - devono scegliere l'arbitro dei prossimi sette anni. Poi se Renzi dialoga con Salvini si grida allo scandalo, se Letta e Meloni fanno un incontro al mese va tutto bene. Ma la verità è che il metodo è quello di trovare la maggioranza più ampia. Dei nomi non parlo».

Boschi non chiarisce se Italia Viva sia disposta a sostenere la candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale: «Ripeto, siamo al lavoro per una candidatura che ottenga il consenso più ampio. Sette anni fa, dopo il bis difficile e generoso di Giorgio Napolitano, scegliendo Mattarella facemmo un capolavoro di tattica parlamentare e di visione politica. Proveremo un'operazione simile». Di certo, avverte la dirigente di Iv, «saremo decisivi nel voto per il Colle».

La Russa: «Berlusconi è la nostra prima scelta»

«La nostra prima scelta, convinta, è Berlusconi» ma «Draghi dovrebbe comunque prima chiarire le sue intenzioni». Perchè se l'attuale premier «decidesse di dover fare il presidente della Repubblica penso sia difficile che non la faccia, la sua maggioranza non potrebbe tirarsi indietro. In quel caso ci interrogheremo sul da farsi». Così il vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa (Fdi), fa il punto in un'intervista al Corriere della Sera sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica.

La Russa è convinto che il centrodestra possa essere decisivo per la partita del Quirinale: «Per la prima volta nella seconda Repubblica è certo che non sarà decisiva la sinistra. Finora è sempre capitato che la maggioranza parlamentare fosse decisiva a sinistra, la maggioranza relativa invece oggi ce l'ha il centrodestra, quindi non possiamo essere chiamati a valutare scelte fatte dalla sinistra, semmai il contrario». Oltre a Berlusconi, ha aggiunto l'esponente di Fdi, il centrodestra ha «almeno cinque» altri nomi pronti, «anche se non ne abbiamo mai discusso nè ipotizzato la scelta. E' bastato un incontro di Giorgia Meloni con Letizia Moratti per pensare a questa prospettiva che non è stata neppure sfiorata nel colloquio».

Quanto, infine, agli scenari post elezione del capo dello stato, «per me le probabilità del voto sono al 50%», afferma la Russa che precisa: «E se Draghi restasse a Palazzo Chigi si troverebbe una maggioranza in campagna elettorale, diventerebbe difficile governare. Un governo che balla non credo sia la cosa migliore per l'Italia».