30 novembre 2021
Aggiornato 22:00
L'intervento

No Green Pass, Mattarella: «Violenza sorprende e addolora, ostacola la ripresa del Paese»

Il presidente della Repubblica nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Pisa: «Il contagio del Covid è alle spalle grazie alla vaccinazione e alla saggezza della maggioranza»

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PISA - Paura? Allarme? No, soprattutto «tristezza» davanti alle violenze e alle devastazioni che, un po' in tutta Italia, si sono portate dietro le manifestazioni No Green Pass. E poi un impegno fermo: bisogna «contrastare la deriva antiscientifica che si registra un po' ovunque, anche nel nostro Paese, sia pure, per fortuna in piccole dosi», una deriva che non deve interferire negativamente con il rilancio e la rinascita del Paese. Perchè il rischio è proprio questo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non nasconde il dolore per quello che si è visto nelle piazze e nelle città italiane durante le manifestazioni di protesta contro il certificato verde, ma ha fiducia nella responsabilità della «stragrande maggioranza» dei cittadini. Ora che, grazie «alla scienza che ci ha dato i vaccini» e alla responsabilità degli italiani, siamo fuori dai momenti peggiori della pandemia - quelli dei bollettini con centinaia di morti al giorno, quelli del Paese bloccato e avvilito - non si può perdere il treno per il futuro.

Il Capo dello Stato trascorre poco più di quattro ore in Toscana, tra il centro storico di Pisa, il Palacus e la ex tenuta presidenziale di San Rossore, e parla di università, di progetti per e con i giovani - che sono «protagonisti oggi e non in futuro» precisa all'iniziativa per i dieci anni del progetto della Regione Toscana Giovanisì -, di rinascita del Paese dopo mesi bui. Ad attenderlo a Pisa - mentre in un'altra parte d'Italia, a Trieste, va in scena la guerriglia tra manifestanti No Green Pass e forze dell'ordine - c'è una città blindata e una manifestazione contro il Green Pass che diventa un corteo di circa duecento persone: si svolge senza disordini, strettamente sorvegliato dalle forze dell'ordine perché non si avvicini a quello presidenziale.

Mattarella interviene - con un articolato discorso a braccio - all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pisa dando un messaggio netto a chi soffia sul fuoco, a chi usa la contrarietà al Green Pass per alimentare la violenza o per inseguire il passato: non abbiamo paura, i violenti sono una minoranza, la maggioranza si comporta con senso civico e responsabilità. Questo è l'argine e la forza dell'Italia. I comportamenti violenti «creano tristezza, non molto allarme», perché «si infrangono contro la determinazione, il senso di responsabilità, il senso civico dei nostri concittadini, della stragrande parte, della quasi totalità dei nostri concittadini. Questa è la vera forza del nostro Paese, il senso civico che la nostra gente esprime, coltiva, manifesta e pone in essere».

Certo «addolora che proprio adesso, in questi momenti - osserva il presidente -, non quando vi erano momenti con l'orizzonte oscuro, quando si temeva il crollo del Paese, ma oggi, adesso, in cui vediamo una ripresa incoraggiante, economicamente, socialmente, culturalmente, in cui il Paese si sta rilanciando, proprio adesso esplodano fenomeni, iniziative ed atti di violenza, di aggressiva contestazione». Un fenomeno che sembra «quasi - dice Mattarella - volere ostacolare, intercettare la ripresa che il Paese sta vivendo e che deve essere condotta a buon fine, con fatica, con impegno, ma in maniera indispensabile». Perché l'occasione per il rinnovamento dell'Italia - con il Pnrr, con i fondi che arrivano dall'Europa - è «irripetibile» e non si può «perderla» perché significherebbe arrecare un danno alle giovani generazioni e a tutto il Paese.

E' «sempre un pericolo» cercare gli antichi fasti di un passato ricostruito attraverso l'immaginazione e l'idealizzazione - ragiona il presidente facendosi ispirare, durante la cerimonia accademica, dalle parole della relazione dedicata alla nostalgia di un dottorando in filosofia -, abbandonarsi alla nostalgia. Lo è soprattutto ora che il Paese «è ripartito», vive un «nuovo inizio», ha voglia di futuro. Un messaggio che Mattarella lancia proprio da Pisa, città accademica, da sempre in confidenza con il futuro: da qui - dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr -, nel 1986, partì il segnale con cui per la prima volta l'Italia si collegò a Internet.

(con fonte Askanews)