2 dicembre 2021
Aggiornato 04:00
Conferenza stampa a Trieste

Stefano Puzzer: «Denunce verso chi ci ha sgomberato in porto, pure verso il ministro Lamorgese»

Il leader della protesta No green pass: «Si andrà avanti fino a quando non toglieranno la carta verde. Fermare le manifestazioni sarà come fermare l'acqua: il governo sta per implodere»

Stefano Puzzer
Stefano Puzzer ANSA

TRIESTE - «Il 18 ottobre siamo stati spazzati via senza motivo e quindi partiranno e sono già partite delle denunce. Saranno indirizzate penso anche al ministro dell'Interno fino a chi ha dato l'ordine di sgombero in porto». Lo ha detto Stefano Puzzer durante una conferenza stampa a Trieste, dove il leader della protesta no green pass, che definisce «una battaglia sulla libertà di scelta», ha parlato prima «da membro del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste» poi da «lavoratore portuale, che ero, sono e sarò» e infine da «cittadino».

«Le denunce», ha continuato, però verranno indirizzate anche «a tutti coloro che ci hanno offeso dicendo che siamo come le brigate rosse e che hanno definito i non vaccinati untori e disertori». Puzzer, che è oggetto, ha detto, almeno di quattro accertamenti oltre al foglio di via, ha anche parlato del licenziamento del collega Fabio Tuiach. «Chi tocca uno, tocca tutti - ha sottolineato - : noi portuali saremo i primi a difenderlo fornendogli avvocati e stando assieme lui: quando il licenziamento verrà ratificato, tutti i lavoratori del porto si fermeranno».

Puzzer si è infine rivolto al presidente dell'Autorità portuale Zeno D'Agostino. «Non mi ero mai permesso finora di farlo - ha detto -, ma visto che all'inizio aveva attaccato me e poi ora vedo il ritiro del protocollo con il Clpt, un attacco personale nei miei confronti, dico che speriamo che usi la stessa celerità con cui ha chiesto il ritiro del protocollo per occuparsi di controllare finalmente la sicurezza all'interno del Porto, dove ancora non vengono rispettate del tutto da parte delle aziende le misure anti-Covid, invece di fare favoritismi al Governo».

Nuovo corteo a Trieste, in testa sanitari sospesi

«Fino a ieri lavoravo all'Irccs Burlo Garofolo di Trieste, da oggi ho deciso di autosospendermi: non posso stare a questo sistema ricattatorio. Sono una guarita e con i miei anticorpi mi sento molto più sicura di tutti i colleghi vaccinati». È una delle voci dei manifestanti no Green pass che stanno partecipando a un nuovo corteo di protesta a Trieste.

Secondo i primi dati della Questura sono circa 1.500 i presenti, partiti dal rione di Chiarbola, in periferia. Diverse le persone che non indossano la mascherina. In testa al corteo alcuni sanitari sospesi, vestiti anche con le tute ormai diventate simbolo dell'emergenza sanitaria. Cartelli e manifesti indicano slogan come «no Green pass, no apartheid». Ma dalle finestre del quartiere popolare, dove stanno sfilando i partecipanti, si sentono anche le prime voci che rispondo al coro «no Green pass»: «Vergogna, basta con questi cortei, andate a casa», urla qualche residente e passante.

Il percorso attraverserà San Giacomo e, secondo programma, si concluderà in piazza Perugino. L'iniziativa, promossa dal Coordinamento no green pass Trieste, coincide con il secondo e ultimo giorno di sciopero del certificato verde indetto dal movimento. Il corteo è scortato da forze dell'ordine.