22 settembre 2021
Aggiornato 10:00
Lettera al Corsera

Giorgia Meloni e il potere: È il PD il partito del «Deep State»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Siamo il terrore però di chi vive di rendite di posizione, del 'sistema Palamara', di chi percepisce pensioni d'oro immeritate, di chi fa carriera per la sua faziosità»

Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

«Fratelli d'Italia potrebbe presto essere il partito di maggioranza di un governo di centrodestra e pertanto chiamato a guidare la Nazione. Già il fatto che il Corriere della Sera reputi 'probabile' questa ipotesi rappresenta di per sé una piacevole notizia», scrive in una lettera sul Corsera era la presidente di FdI Giorgia Meloni aggiungendo però che il paragone sulla classe politica non all'altezza come il M5S «non regge».

«Nessuna improvvisazione dalle nostre parti», sottolinea. «Si possono contestare nel merito le nostre posizioni, ci mancherebbe, ma non sostenere che non siano esplicitate in modo chiaro. Ed è a queste tesi, serie e concrete, portate avanti con tenacia, senza ondeggiamenti, che Fratelli d'Italia deve il suo successo. È questo l'elemento che spesso sfugge nelle analisi sul nostro conto».

Rispondendo a un articolo di Galli della Loggia, Meloni dice che «è verissimo che FdI non è organico all'attuale sistema di potere e di influenze che governano la macchina dello Stato. Ne andiamo fieri. È il Pd il partito del 'Deep State', come lo chiamerebbero gli americani, quello che rappresenta la difesa dello status quo in Italia e in Europa. FdI è invece una forza che chiede cambiamento e rinnovamento».

«Non abbiamo l'ostilità della classe dirigente della Nazione: guardano a noi con speranza moltissimi magistrati, dirigenti pubblici, servitori dello Stato, accademici. Siamo il terrore però di chi vive di rendite di posizione, del 'sistema Palamara', di chi percepisce pensioni d'oro immeritate, di chi fa carriera per la sua faziosità e non per i sui suoi meriti» aggiunge.

E sul fascismo, Meloni incalza: «Non è una 'peculiarità' italiana. L'intera Europa è stata coinvolta e travolta dalla furia ideologica di nazismo, fascismo e comunismo. Si è voluto affrontare in modo definitivo la questione nel 2019 con un atto di grande coraggio: la Risoluzione del Parlamento Europeo sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa con la quale si condannano tutti i totalitarismi del '900. L'abbiamo votata senza alcuna esitazione insieme ai conservatori, ai popolari, ai socialisti, ai liberali di tutta Europa. Solo l'estrema sinistra europea e la sinistra italiana tutta, Pd compreso, hanno avuto problemi a seguire questa strada», quindi «è tempo che la politica italiana faccia i conti con questa anomalia che rischia di marginalizzare la nostra Nazione nel contesto internazionale».