24 luglio 2021
Aggiornato 03:00
Italia Viva

La «speranza» di Matteo Renzi: «PD non diventi sesta stella del Movimento di Grillo»

Il leader di Italia Viva: «Abbiamo due anni di indubbio interesse politico e culturale: mi auguro che la politica riformista riesca a non sprecarli». Bellanova: «Favorevolmente colpita da nomi tecnici»

Matteo Renzi, leader di Italia Viva
Matteo Renzi, leader di Italia Viva ANSA

«Se si salderà in modo definitivo l'alleanza con Cinque Stelle e Leu e il PD diventerà la sesta stella del grillismo questo aprirà un'autostrada a chi come Italia Viva ambisce a costruire una casa dei riformisti solida e solidale. Il tempo ci dirà chi ha ragione». Ad affermarlo è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi in una lunga lettera pubblicata sul quotidiano La Stampa. Renzi rivendica «il coraggio delle proprie idee», ricordando che, «nei due anni che ci attendono da qui alla fine della legislatura potremo chiedere al Governo Draghi di scrivere un Recovery Plan degno e credibile, di cambiare passo sui vaccini, di scommettere sul lavoro e non sui sussidi. Ma non potremo chiedere a nessuno, meno che mai all'Esecutivo, - chiarisce - di sostituirsi alla politica. Abbiamo due anni di indubbio interesse politico e culturale: mi auguro che la politica riformista riesca a non sprecarli».

Renzi, nella sua analisi, torna anche a criticare il suo ex partito definendo il PD «più come un puzzle di correnti che non come una vera e propria casa del riformismo. E lo dico con l'amarezza - aggiunge - di chi ha lasciato la comunità dalla quale era stato eletto due volte alla guida con il 70% (dei consensi, non dei sondaggi) proprio perché non poteva accettare una deriva populista l'idea di legarsi mani e piedi al carro del Movimento Cinque Stelle e alla leadership personale dell'ex premier Conte. Contro il quale, sia chiaro, - conclude - non ho alcun elemento di risentimento personale ma rispetto al quale chi realmente ricorda la nascita del PD di Prodi e Veltroni non può che avvertire una marcata distanza di cultura politica».

Bellanova: «Favorevolmente colpita da nomi tecnici»

«Sono rimasta favorevolmente colpita dalle figure individuate dal presidente Draghi, parlo dei tecnici. Per quanto riguarda la politica, si fa il fuoco con la legna che si ha. Se i partiti hanno dato quelle indicazioni è evidente che si è tenuto conto di quelle». Lo ha detto a Sky TG24 l'esponente di Italia Viva ed ex ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova.

«Credo - ha aggiunto - ci sia qualche deficit nella rappresentanza territoriale e in quella di genere. Questo non mi piace molto, ma non do questa responsabilità al presidente Draghi. Partiti che hanno avuto la possibilità di indicare più di un nome hanno messo poche donne, alcuni non ne hanno messa nessuna».

Di posti «non ne abbiamo chiesti per i ministri e non li chiederemo per i sottosegretari. Siamo al servizio di questo Paese e disponibili a collaborare nelle forme che si riterrà opportuno con il presidente Draghi, ma non abbiamo fatto battaglie per le postazioni. Altri hanno avuto momenti di grande lacerazione e hanno misurato con il manuale Cencelli, anche all'interno, le loro proposte».

Rosato replica a Crimi: «Contenti di un governo autorevole»

«Ha ragione Vito Crimi. Italia Viva ne esce ridimensionata nel governo Draghi. Del resto il movimento 5s aveva il Presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia, dell'Istruzione, dello Sviluppo Economico, del Lavoro, dell'Ambiente, dell'Innovazione, dello Sport, della Pubblica Amministrazione e adesso non li ha più. Ed è soprattutto grazie a lui e alla sua strategia che questo è successo». Così in un post su Facebook il presidente di Italia Viva Ettore Rosato.

«Aveva tre obiettivi: difendere Bonafede alla guida del ministero della giustizia, dire che tutto funzionava bene e voler ridimensionare Italia Viva - prosegue Rosato - Dai Vito, uno su tre non è male. E per quanto ci riguarda, visto come è andata a finire, noi siamo contenti così. Abbiamo dato un governo autorevole e capace all'Italia. E guardando il nuovo governo che si mette al lavoro vedrai che anche il Paese apprezzerà il tuo ciclopico sforzo, quello sì di successo, di auto ridimensionamento».