27 novembre 2020
Aggiornato 12:30
Assemblea dell'ANCI

Mattarella: «Questo virus tende a dividerci, affrontiamo insieme il nemico comune»

L'appello del Capo dello Stato: «No alla rincorsa a illusori vantaggi di parte a fronte di un nemico insidioso che può travolgere tutti». Il Presidente invita i cittadini alla responsabilità

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Un virus sconosciuto che, nella sua drammatica improvvisa presenza nella vita dell'uomo e nella scia di morti che sta lasciando nel nel mondo e nel nostro Paese, tende a dividere. Nella società, nella politica, nelle scelte che vengono sollecitate per contrastare la pandemia di coronavirus. Di fronte a questo disorientamento le istituzioni non possono tirarsi indietro, debbono assumersi le proprie responsabilità. E' l'appello, il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto agli italiani tutti, siano essi semplici cittadini o gestori della cosa pubblica, responsabili istituzionali della vita del Paese. Mattarella, intervenendo da remoto (come vuole la regole di questo periodo) alla 37* assemblea annuale dell'ANCI, l'Associazione dei Comuni italiani, ha colto l'occasione per richiamare gli italiani (cittadini o governanti che siano) alle loro responsabilità.

«Questo virus - ha sottolineato - è ancora in parte sconosciuto, ma, tra gli altri aspetti, ci rendiamo conto che tende a dividerci. Tra fasce di età più o meno esposte ai rischi più gravi, tra categorie sociali più o meno colpite dalle conseguenze economiche, tra le stesse istituzioni chiamate a compiere le scelte necessarie - talvolta impopolari - per ridurre il contagio e garantire la doverosa assistenza a chi ne ha bisogno».

Il capo dello Stato non ha dubbi, «il pluralismo e l'articolazione delle istituzioni repubblicane sono e devono essere moltiplicatori di energie positive, ma questo - ha sottolineato con forza - viene meno se, nell'emergenza, ci si divide». Quindi «dobbiamo far ricorso alle nostre capacità e al nostro senso di responsabilità, per creare convergenze e collaborazione tra le forze di cui disponiamo perché operino nella stessa direzione. Anche con osservazioni critiche, sempre utili - ha rilevato Mattarella - ma senza disperderle in polemiche scomposte o nella rincorsa a illusori vantaggi di parte, a fronte di un nemico insidioso che può travolgere tutti».

Il richiamo alla 'dialettica' politica tipica del nostro Paese è evidente. «La libertà - ha sostenuto - rischia di indebolirsi quando si abbassa il grado di coesione, di unità tra le parti. E' questa la prima responsabilità delle istituzioni democratiche, a tutti i livelli, e questa è la lezione che la pandemia ribadisce con durezza».

Ma per Mattarella c'è anche un altro aspetto di questa dialettica che merita di essere sottolineato. Un aspetto, ha affermato, che «talvolta può rimanere in secondo piano: quel che ciascuno di noi cittadini può e deve fare per la sua comunità. Vi sono le norme, le ordinanze, le regole dettate e applicate dalle istituzioni. Ma, insieme - è stato il richiamo del presidente della Repubblica - è necessario l'impegno convinto di ciascuno di noi. La responsabilità personale; che in larga misura abbiamo apprezzata nei mesi scorsi. Dobbiamo, tutti, adottare i comportamenti di prudenza suggeriti: le mascherine, l'igiene, il distanziamento, la scelta di fare a meno di attività e incontri non indispensabili».

Un comportamento, quello delle regole che ad ognuno di noi impone la gestione dell'epidemia, che deve essere vissuto non «per imposizione, non soltanto per suggerimento o per disposizione delle pubbliche autorità ma per convinzione. Liberi e, proprio per questa ragione, responsabili». Vivere, ha sollecitato il presidente, «con senso di responsabilità verso gli altri e anche verso se stessi. Per convenienza se non si avverte il dovere della solidarietà».

Insomma, è stato l'ammonimento di Mattarella, «nessuno si lasci ingannare dal pensiero «a me non succederà»: questo modo di pensare si è infranto contro innumerevoli casi di disillusione, di persone che la pensavano così e sono state investite dal coronavirus. Abbiamo dovuto - e dobbiamo tuttora - purtroppo piangere la morte di tante persone; di ogni età, anche tra i giovani. E non dobbiamo dimenticarcene, per rispetto nei loro confronti».

In questa occasione, ha concluso Mattarella, chiudendo il suo intervento davanti all'Anci, «desidero dunque rivolgere - attraverso i sindaci - un nuovo appello ai nostri concittadini affinché ci si renda conto, tutti, della gravità del pericolo del contagio; che sta investendo l'intera umanità, ovunque, mettendo in difficoltà e bloccando la normalità della vita in gran parte dei paesi di tutti i Continenti».

(con fonte Askanews)