31 maggio 2020
Aggiornato 09:30
Centrodestra

Giorgia Meloni: «La ricostruzione non la farà questo Governo»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «La ricostruzione avrà bisogno di tanti anni perché la crisi dell'economia italiana è paurosa. Quando sarà, si dovrà pure votare, no? Conte liscia il pelo a Berlusconi»

Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

ROMA - Nessun governo di unità nazionale né tecnici alla guida del Paese: la strada maestra per Fratelli d'Italia restano le elezioni. Intervistata dalla Stampa, la leader di FdI, Giorgia Meloni, ha ribadito la sua linea. Dopo l'emergenza determinata dal coronavirus, ha sostenuto, «la ricostruzione avrà bisogno di tanti anni perché la crisi dell'economia italiana è paurosa. Cosa facciamo, ci teniamo in eterno questo governo e questo Parlamento che non possono dare via a maggioranze salde e concludenti? Serve una maggioranza solida, duratura e serve una visione comune».

«Quando sarà, si dovrà pure votare, no? Non credo - ha detto ancora Meloni - che per gestire la fase due servano governi nati nel Palazzo, che non possono dare risposte credibili alla nazione. Oppure torniamo ad affidare ai tecnici le scelte politiche?».

Conte liscia il pelo a Berlusconi, teme spaccatura M5S

«Ho la netta impressione che il premier stia lisciando il pelo a Berlusconi. Non credo che Fi sia interessata, ma ho percepito in quelle parole il tentativo di allontanare da noi un alleato. Forse Conte sta cercando un piano B e con tutti i salti della quaglia che ha fatto non mi stupirebbe».

«Io - ha spiegato - parto da una constatazione: i 5 Stelle sono spaccati su molte cose, il ritorno in campo di Di Battista ha acuito le loro divisioni, mi riferisco alle nomine ad esempio, ma soprattutto al Mes. Ecco, alla fine i 5S dovranno subire la posizione del Pd che al Mes vuole ricorrere. Lo stesso Conte, in quella intervista al Giornale che lei citava, tra le righe fa capire che a quel meccanismo farà ricorso. Se questo accadrà, i 5Stelle si spaccheranno e per il governo si aprirà un bel problemino in Parlamento. E' chiaro che pensano di avere bisogno dei voti di Berlusconi».

«Non è un caso - ha concluso Meloni - che non vogliano un voto in Parlamento per mandare Conte al Consiglio europeo di mercoledì con il vincolo di non dire sì al Mes: se si votasse si frantumerebbero».

Doveroso confronto e ok Parlamento a «Immuno»

Giorgia Meloni chiede poi che l'entrata in funzione della app «Immuno» per il tracciamento su base volontaria dei dati sanitari degli italiani sia preceduta da confronto e avallo del Parlamento sulle sue modalità operative.

«Il commissario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri - scrive Meloni su Facebook- ha firmato un'ordinanza per la concessione gratuita di un'app di tracciamento digitale che dovrebbe aiutare a rintracciare individui potenzialmente infetti prima ancora che emergano sintomi. Benché l'installazione dell'app sia volontaria, quando si entra nella sfera del trattamento dati - soprattutto quelli sanitari - occorre andarci con i piedi di piombo perché il rischio è sempre molto alto. Per questo è assolutamente impensabile che basti una semplice ordinanza per diffondere il software: un passaggio in Parlamento è d'obbligo».

«Chi gestirà - domanda la leader Fdi- i dati? Come viene garantita la privacy dei cittadini? Tutti sanno che uno dei più grandi business del nostro tempo sono i dati personali, ed è bene che in un contesto come quello del Covid-19 i dati sensibili dei cittadini siano tutelati e non entrino in nessun modo nelle disponibilità di società private. Auspico che almeno su questa materia il Governo provveda subito ad avviare il confronto con il Parlamento».

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