7 aprile 2020
Aggiornato 09:30
Emergenza coronavirus

Matteo Salvini al Governo: «25 miliardi? Sono contento, però i soldi devono esserci adesso»

Il leader della Lega: «Questo è il momento in cui l'Europa deve dimostrare di esistere. Perché purtroppo qualcuno sta approfittando del virus fuori dall'Italia per fare guerra alle nostre imprese»

Matteo Salvini, leader della Lega
Matteo Salvini, leader della Lega ANSA

ROMA - Le ultime misure del governo per fronteggiare la crisi economica vanno nella direzione giusta, ma ora i soldi devono «arrivare subito». Lo ha detto Matteo Salvini parlando a 'La vita in diretta'. «Sono contento, perché viene riconosciuto il fatto che siamo forze di opposizione che propongono, non stiamo lì a litigare, questionare. Abbiamo fatto queste proposte, fermare gli affitti, i mutui... Da dieci giorni stiamo stimolando positivamente il governo. Devo dire che all'inizio il governo era partito da 3 miliardi, poi 7... Adesso siamo a 25, noi ne chiediamo 30. Tra un po' siamo d'accordo».

Aggiunge Salvini: «Però i soldi devono esserci adesso, o i soldi arrivano entro marzo, o le garanzie arrivano subito, o rischiano di saltare migliaia di imprese. Stimoleremo il governo perché questi soldi arrivino subito, non in autunno. In autunno molti saranno già falliti». Poi, ha aggiunto, «passata l'emergenza andremo a vedere chi non ha fatto, chi non ha detto... Adesso bisogna risolvere il problema».

«Europa dimostri che esiste»

«Questo è il momento in cui l'Europa deve dimostrare di esistere. Se l'Europa c'è lo deve dimostrare adesso. Oggi ho chiesto che le iniziative che stiamo prendendo in Italia, di chiusura, siano prese in tutta Europa. Perché purtroppo qualcuno sta approfittando del virus fuori dall'Italia per fare guerra alle nostre imprese».

«Se l'Europa esistesse lunedì si costituirebbe una zona rossa europea. Non soltanto perchè il virus è una minaccia che va affrontata con la determinazione necessaria, ma anche per evitare lo squallore delle guerre commerciali che si stanno preparando». Quanto al governo e al premier Conte, «si ha paura di fare quel che è necessario. Su tutto ci hanno risposto 'adesso vedremo' e il risultato sono autocertificazioni che fanno ridere, normative diverse qua e là». Per Salvini «serve uno Stato cha sappia dire: tu chiudi tutto e io ti copro». E dunque «una garanzia di 50 miliardi, sapendo che forse non basteranno».

«Due settimane di stop in tutta Italia»

«Non solo Fontana e Zaia chiedono» la chiusura totale per contrastare il coronavirus. «Lo chiedono tutti, i sindaci di tutti i colori politici, le associazioni dei produttori, i lavoratori ,i commercianti e gli artigiani, i tassisti». Lo ha detto Matteo Salvini a RadioAnch'io sua Rai Radio Uno, rispondendo alla domanda sulla necessità di una serrata in tutta Italia. Due settimane tutta l'Italia così, chiede l'intervistatore? «Tutti mi dicono che se c'è di mezzo la salute...».

Il leader della Lega ricorda che «tanto i negozi sono formalmente aperti ma sono vuoti. Siamo seri: se in un giorno ci sono 168 morti in più, il mio pensiero va alla Calabria, alla Puglia, alla Campania. Noi in Lombardia abbiamo una sanità punto di riferimento mondiale, ma se Dio non voglia si verifica lo stesso problema in regioni italiane in cui ci sono strutture molto meno grosse e preparate, cosa commentiamo centinaia di morti?». Rispetto al suo cambio di idea rispetta a qualche settimana fa, Salvini risponde: «I medici hanno parlato, gli ospedali rischiano il collasso. La politica deve solo ascoltare e tradurre in pratica».

«E' il momento di fare le cose»

È il momento dell'unità, come chiede ad esempio Nicola Zingaretti? «È il momento di fare le cose», risponde Salvini. «C'è un'emergenza sanitaria? Si intervenga subito ma con una zona rossa, non all'italiana con le zone arancioni, rosa, fucsia... e poi bisogna garantire economicamente che nessuno perderà il posto di lavoro, garanzie su affitti e mutui, cassa integrazione per i piccoli. Ci sono i soldi? Hai voglia: la Germania usò 300 miliardi per salvare le sue banche, noi non chiediamo 300 miliardi ma vanno garantiti gli italiani. Mi piacerebbe che in qualche caso le proposte che stiamo avanzando fossero ascoltate».

«Mascherine a detenuti? Prima a poliziotti»

«Le mascherine vanno date ai poliziotti e ai pompieri, prima che ai detenuti. Qualcuno dice che bisogna occuparsi - poverini! - dei carcerati. Per l'amor di dio, adesso mandiamo le mascherine a chi è in carcere, però ci sono poliziotti e pompieri che non ce l'hanno. Se sei in carcere qualcosa l'hai fatta, io mi occuperei delle mascherine per i poliziotti e per i pompieri prima».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal