14 novembre 2019
Aggiornato 06:30

Ex Ilva, Matteo Renzi per la linea dura: «Ha ragione Conte. Salvini? Se cerca colpevole si faccia un selfie»

Il leader di Italia Viva: «Scudo penale è un pretesto. Se Mittal non rispetta il contratto e se ne va, gli si chiede i danni e si passa al secondo»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Io non sono al lavoro per una cordata, io faccio il senatore non il costruttore di cordate. Ilva è un argomento fondamentale per il futuro del Sud e dell'Italia, ho fatto 12 decreti per tenerla in vita». Lo ha detto Matteo Renzi durante «In viva voce» su Radio1. "Non c'è nel contratto alcuna ragione di recesso per il signor Mittal, che quindi deve continure a investire a Taranto. Mittal deve rispettare il contratto e sono convinto che lo stesso diranno tutte le forze politiche. Poi siamo disposti a discutere, ma se Mittal non rispetta il contratto e se ne va, gli si chiede i danni e si passa al secondo».

Renzi: «Scudo penale un pretesto»

«ArcelorMittal vuole lasciare l'ex Ilva di Taranto e la questione dello scudo penale per i suoi dirigenti è solo un pretesto. Per tenere aperta Ilva - ha ricordato l'ex presidente del Consiglio - ho firmato dodici decreti, raccolto insulti dei miei ex compagni di partito che mi hanno accusato di essere l'omicida dei bambini di Taranto, perso voti e ricevuto minacce di ogni genere. L'ho fatto e lo rifarei perché se Ilva chiude, chiude l'intera industria del Mezzogiorno. Dunque: è incredibile sentirmi dire che io voglio chiudere Ilva dagli stessi che tacevano quando venivo insultato per il contrario. Sono vaccinato rispetto agli insulti ma rimane il disgusto per la viltà di certe polemiche».

«Il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto»

«Che cosa sta accadendo? Ieri - ha riassunto Renzi - la proprietà di Ilva, gli indiani Mittal, ha annunciato il recesso. Se ne vogliono andare. Io sostengo che lo abbiano previsto da tempo e usino la scusa della rimozione dello scudo penale (scelta sbagliata del Governo Conte 1, scelta ancora non sanata - purtroppo - dall'attuale maggioranza) per andarsene. Parlare dello scudo penale significa guardare il dito mentre il dito indica la Luna. Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto, uno degli stabilimenti potenzialmente migliori in Europa, per togliersi dai piedi un potenziale concorrente. È un rischio che molti hanno evocato fin dai tempi della gara, nel 2017. Ma proprio per questo credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al DL fiscale che sta per arrivare in Parlamento (lo ha già preparato la collega Lella Paita e lo firmeranno molti di noi)».

«Non mi rassegno alla chiusura di Ilva»

«Tuttavia il problema - ha proseguito - è che io ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti. E penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare. I populisti passano il tempo in TV a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione. Ho detto al ministro Patuanelli che noi siamo pronti a tutto pur di trovare una soluzione. E Italia Viva c'è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre diecimila posti di lavoro. Io non mi rassegno alla chiusura di Ilva. E lavoro per evitarla», ha concluso Renzi.

«Se Salvini cerca colpevole si faccia un selfie»

«Salvini ci attacca su Ilva? Ridicolo. La norma usata come pretesto da Mittal è stata votata dal suo Governo grilloleghista. Non ho tempo per polemiche: Salvini vuole cercare un colpevole? Si faccia un selfie. Noi intanto lavoriamo per una soluzione. Ilva non deve chiudere».