10 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Pier Carlo Padoan: «Le tasse fanno male sempre e comunque»

La sollecitazione dell'ex Ministro dell'Economia al Governo: «Accompagnare ogni misura proposta da indicazioni sulla sua copertura»

L'ex Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan
L'ex Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan ANSA

ROMA - No ad atteggiamenti ideologici «nei confronti di particolari classi di misure (per esempio le tasse fanno male sempre e comunque». Accompagnare ogni misura proposta da indicazioni sulla sua copertura. Valutare ogni misura (per quanto possibile) su un orizzonte temporale pluriennale. Questo l'auspicio espresso dall'ex ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, contenuto in un suo intervento su InPiù in merito al dibattito sulla prossima Manovra di Bilancio.

«Valutare le conseguenze indirette di ogni misura»

Padoan chiede che «di ogni misura siano valutate le conseguenze indirette (per esempio in termini di impatto sul debito e quindi sul rischio valutato dal mercato). Che l'impatto delle misure sia valutato all'interno del pacchetto delle misure medesime che presumibilmente si intende adottare. Che la valutazione dell'impatto sui cittadini sia la più completa possibile (tenga conto dell'insieme delle misure proposte, sia quelle che riguardano le entrate che quelle che riguardano le spese)». Per l'ex numero uno di Via XX Settembre, «una volta tenuto conto di questi principi (e probabilmente ce ne sono altri) il policy maker, cioè il governo, si troverebbe di fronte le alternative su cui deve esercitare la sua responsabilità politica. Quindi scegliere. Ho descritto un sogno ... quello che accade in questi giorni lascia assai scettici sulla possibilità che si realizzi».

Renzi: «Rimodulare Iva a costo zero si può discutere»

«Voglio lanciare un ramoscello d'ulivo: a me pare che l'unica condizione non negoziabile sia di non aumentare le tasse. Se la rimodulazione dell'Iva fosse a costo zero se ne può discutere. Se c'è questo ragioniamo delle varie opzioni». Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a «Mezz'Ora in più». Sulla proposte del Pd di tagliare il cuneo fiscale per 2,7 miliardi, Renzi ha aggiunto che «se vuole fare prima il cuneo e poi il resto siamo d'accordo. Io ritengo sia poca roba, piccola, ma in nome del quieto vivere purché non alzino l'Iva io ci sto. Se il cuneo fiscale è così importante per il Pd, che sembra la prima guerra mondiale, e se M5s e Conte sono d'accordo mettiamo in secondo piano le nostre idee e il family act lo avviamo poi. Lo facciamo nel 2021 o nel 2022».