24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00

Conte replica a muso duro a Renzi: «Non abbiamo bisogno di fenomeni»

Il Premier interviene dopo le parole del leader di Italia Viva: «Tutti devono partecipare con massimo impegno ai tavoli». Gualtieri: «Le risorse sono limitate»

Video Agenzia Vista

ASSISI - «Tutti devono partecipare con massimo impegno ai tavoli, non abbiamo bisogno di fenomeni» guai a «mistificare la realtà». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo alle affermazioni di Matteo Renzi sulla manovra. «Io non parlerei di pannicello caldo, stiamo parlando di lavoratori che hanno bisogno di acquistare potere d'acquisto, per cui non voglio preventivare in cosa si tradurrà e quale cifra finale. Però se per Renzi, che ha uno stipendio consistente, 20-30-40 euro al mese sono pochi... per carità, lui ha dato in passato molto di più, ha utilizzato le risorse pubbliche ampiamente. Oggi abbiamo un quadro di finanza pubblica molto delicato e complesso - ha proseguito - che ci impone scelte molto oculate. Rispettiamo i lavoratori».

Conte: «Stop Iva non era scontato»

La sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell'Iva non è stata «una misura scontata» ed ha evitato un impatto medio per le famiglie italiane di 542 euro di maggiori costi, con una ricaduta positiva sulla crescita per lo 0,3 per cento del Pil nel 2020. «Qualcuno la considera una misura scontata - ha detto Conte riferendosi alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia contenuta nella manovra di aggiornamento al Def - Vorrei invitarvi a considerare che questo aumento avrebbe avuto un impatto su ogni famiglia italiana di di 542 euro, con un impatto positivo sulla crescita stimata del 2020 dello 0,3 per cento. Farle scattare avrebbe costituito un enorme ostacolo alla crescita dei consumi e alla possibilità di rilanciare il Paese».

Gualtieri: «Le risorse sono limitate»

Quella per il 2020 «sarà una manovra per mettere il Paese su una strada di stabilità e crescita». A dirlo il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo al rapporto Asvis. «Dobbiamo affrontare le sfide che ci sono state lasciate - ha aggiunto - definire con coerenza un indirizzo nel quadro delle limitate risorse disponibili». Il ministro ha riconosciuto, quindi, che c'è «l'annoso problema delle coperture».