15 dicembre 2019
Aggiornato 06:00

Luigi Di Maio provoca Salvini: «Accordo migranti? Faremo più di lui, non ci voleva molto»

Il Ministro degli Esteri: «Con il ministro Salvini, si sequestravano le navi e ci tenevamo tutti i migranti, adesso abbiamo un meccanismo di redistribuzione»

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio
Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ANSA

NEW YORK - «Se l'Italia viene lasciata sola c'è un'emergenza, ma devo dire che con questo accordo di Malta quando arriva una nave con 180 persone a bordo 140 e più vanno in altri Paesi europei. A differenza di quando, con il ministro Salvini, si sequestravano le navi e ci dovevamo tenere tutti i migranti, adesso abbiamo un meccanismo di redistribuzione». Lo ha detto il leader del M5S Luigi Di Maio intervistato da Sky TG24. «Sono contento - ha proseguito -, ma non voglio enfatizzare questo accordo. Il problema dell'immigrazione non si risolve ridistribuendo i migranti negli altri Paesi europei, ma si risolve fermando le partenze, ed è per questo che qui all'Onu in questi giorni siamo impegnati su vari colloqui per la stabilità della Libia».

«Faremo più di Salvini, non ci voleva molto»

Il nuovo governo italiano guidato da Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico farà più di Matteo Salvini «sia sui ricollocamenti in altri Paesi europei sia sui rimpatri», anche se forse «non ci voleva molto». Da New York, incontrando i giornalisti a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio risponde così all'ex titolare del Viminale - ed ex alleato - che aveva criticato l'accordo di Malta sui migranti raggiunto da Italia, Francia, Germania e la stessa Malta. Bollandolo come fregatura. "Oggi, quando arrivano imbarcazioni in Italia di migranti (...) per la maggior parte vengono redistribuiti», ha detto Di Maio alla stampa, «Della Viking, di circa 180 persone oltre 130 sono state redistribuite in altri Paesi. Io credo che questa non sia la soluzione definitiva, credo che lo sia fare accordi di rimpatrio per chi arriva qui. In special modo con quei Paesi del Mediterraneo che sono stabili».

«Capisco il nervosismo di Lega e Salvini»

Ora, ha proseguito Di Maio, «io capisco il nervosismo di Salvini e della Lega, ricordiamoci sempre che lui era ministro degli Interni e ha deciso lui di buttare giù tutto. Ha deciso lui di isolarsi all'opposizione e di passare tempo a esultare perchè magari in una commissione manca il numero legale, cosa che è sempre accaduta nella storia del parlamento. Mi dispiace che si sia ridotto così e mi dispiace anche che passi il tempo a criticare questo governo perchè lui, oggi, poteva essere ancora ministro degli Interni. È lui che ha creato questo boomerang contro se stesso e contro la Lega e si è isolato all'opposizione. La cosa positiva», ha concluso il titolare della Farnesina, «è che sia sui ricollocamenti in altri Paesi europei sia sui rimpatri - e lo vedrete nelle prossime settimane - faremo più di lui. Ma forse non ci voleva molto...».

Raggi: «Per mesi cavalcati pregiudizi»

«In questi ultimi mesi difficoltà e pregiudizi sono stati molto cavalcati e montati per farci individuare un nemico a prescindere. Per troppi mesi siamo stati vittime di narrazioni che ci sono passate sopra la testa e ci hanno fatto vedere i migranti come nemico facendoci vivere nella paura. Noi vogliamo smontare questa narrazione con la conoscenza, perché se conoscessimo l'altro scopriremmo che ha una ragione grave per scappare». Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, nel corso della presentazione del concorso «Un incontro, una storia» promosso con Caritas diocesana, Miur, Città metropolitana di Roma e Regione Lazio.